Giulini alla Gazzetta: "Il mio Cagliari è già nel futuro con Seba Esposito. Sono stato vicino a Pio, ora sono felice col fratello. I nuovi investitori decisivi per lo stadio"

Giulini alla Gazzetta: "Il mio Cagliari è già nel futuro con Seba Esposito. Sono stato vicino a Pio, ora sono felice col fratello. I nuovi investitori decisivi per lo stadio" TUTTOmercatoWEB.com
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di Redazione TuttoCagliari

La Gazzetta dello Sport, con Francesco Velluzzi, ha intervistato il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini in vista della sfida di San Siro contro l'Inter. Si parte da un ricordo indimenticabile: "Inter-Cagliari 1-4, tripletta di Ekdal. Era il mio primo anno di presidenza".

Sul ritorno a San Siro: "Che effetto mi fa tornare a San Siro, ma da presidente del Cagliari e residente a Milano? Grande emozione. Ci sarò stato 100 volte da ragazzino. Ci andavo quando stavo nel settore giovanile del Milan, ho fatto il raccattapalle. Ma l’emozione più grande l’ho provata ad aprile scorso all’Arena Civica, a due passi da casa mia, proprio uscendo di casa e poi andando a vincere la Coppa Italia Primavera contro il Milan. Una cosa speciale, per me, per i sardi".

Sul derby in famiglia tra Pio e Seba Esposito: "Seba l'ho preso io? Pio stavo per prenderlo. È il mio rimpianto, un rammarico. Due estati fa il ds Bonato e il tecnico Nicola mi dissero: 'Prima la certezza'. Era Piccoli. 'Poi la scommessa'. Li volevo tutti e due ma, dopo Piccoli, Pio si era già accasato a Spezia. Seba tecnicamente è divino, sta trovando continuità nei gol. Non vale meno di Piccoli, potrebbe restare. Il modo in cui ha esultato dopo il gol alla Cremonese andando ad abbracciare l’allenatore Pisacane dimostra che è un leader".

Sui soci americani e la questione stadio: "A San Siro affiancato per la prima volta da dei soci che tra poco potrebbero avere la maggioranza del Cagliari? Verrà con me Edoardo Bulgheroni, famiglia di cultura sportiva che ha guidato la Varese del basket. L’importante è andare d’accordo, avere il rispetto delle parti, rinforzare il club. Abbiamo in mano il progetto per il nuovo stadio che richiederà competenze e soldi, e le competenze vengono prima. Loro hanno la capacità di accompagnarci in questo percorso, era importante per me avere accanto persone in gamba e con risorse economiche. Si può ipotizzare che a inizio 2027 gli operai possano entrare nel cantiere del nuovo stadio? Rispetto a come stanno le cose è realistico pensarlo. È un investimento privato molto significativo per un’opera pubblica in concessione che rimarrà tale, pensare di fare oggi questo tipo di investimento in un momento tanto critico fa capire quanto sia complicato e non scontato. Chi ha a cuore il futuro e lo sviluppo del territorio deve sostenere il piano. Noi ci siamo e ci aspettiamo che a giugno si vada finalmente in gara come previsto e promesso».