Zappa si racconta: "Questa è casa mia. La retrocessione è stata una batosta, volevamo riportare il Cagliari in A"
Gabriele Zappa, terzino del Cagliari, è stato protagonista di un'intervista rilasciata al canale YouTube di Lega Serie A, dove nel format "A day with Gabriele Zappa" viene intervistato dal match analyst e content creator Michele Danese, con il quale ha passato un'intera giornata. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net:
Ormai ti senti di casa.
"Eh sì. Io qua sono legato tanto".
È difficile trovare un giocatore che resta così tanti anni nella stessa squadra.
"Eh sì, in effetti ormai siamo tutti abituati che un giocatore fa uno o due anni e poi cambia. Questo è il mio sesto anno qui. Ogni tanto ne parlo con Pavoletti, con Deiola, con quelli che mi hanno visto arrivare da ragazzino, anche col mister. Mi dice sempre: 'Ti ho visto arrivare che eri un bambino'".
Nel tuo tempo libero cosa fai? Ho visto sul tuo Instagram un reel con le cascate.
"Sono un amante della natura, mi piace molto andare a esplorare. Sì, quello l’ho fatto io col drone un paio di mesi fa. C’erano state piogge insistenti e la cascata era bellissima piena. L’entroterra sardo è un po’ da scoprire. Tutti parlano solo del mare, ma non c’è solo quello".
Hai fatto un viaggio in Giappone con Augello, solo voi due. Com’è stato?
"È stata una vacanza bellissima. Cultura completamente diversa dalla nostra. Siamo stati 8 giorni perché non avevamo più tempo. Ci piacerebbe tornarci per vederlo meglio. Siamo partiti con lo zaino in spalla, stile road trip wild. Un giorno abbiamo pure fatto l’autostop perché stavamo per perdere il treno. Bellissimo. D’estate, quando abbiamo il mese di vacanza, mi piace viaggiare all’estero. È una delle cose che amo di più: scoprire il mondo e culture diverse".
Da calciatore acceleri molto certe tappe della vita, no?
"Sì, è vero. Tutti i miei amici a 25-26 anni non pensano minimamente ad avere un figlio. Io a 19 anni ero già fuori casa, da solo, e sono tre anni che convivo con Sara. Quindi sì, si accelerano un po’ le tappe".
Facciamo la prima top 3: le tre spiagge migliori della Sardegna.
"Cavolo, tosta. Nel Sud Sardegna per me è imbattibile Cala Zafferano (è anche la preferita di Sara), ma si raggiunge solo via mare. Poi Tueredda, la spiaggia del film La vita è bella mi pare. E su al Nord la Maddalena è pazzesca. Bonus: la costa di Baunei, Cala Goloritzé, Cala Luna, Cala Mariolu… paesaggi incredibili."
Arrivi al centro sportivo, colazione lì. Poi tra la preparazione e l’allenamento cosa fai? Palestra?
"Tendenzialmente faccio palestra (parte alta) due-tre volte a settimana, più prevenzione e mobilità. Poi attivazione tutti insieme in palestra. Allenamento in campo, eventuale trattamento coi fisioterapisti, vasca del ghiaccio quasi tutti i giorni, pranzo e poi liberi. A casa c’è il cane che mi impegna parecchio".
Ti piace giocare a calcio o è più un lavoro?
"A me fa impazzire giocare a calcio, soprattutto lo spogliatoio. Non vedo l’ora di arrivare al campo per dire cavolate coi compagni. Da vedere invece non mi piace tanto. Dopo una giornata intera al campo non ho voglia di guardare altre partite a casa, tranne qualche bella di Champions".
Raccontaci dell’assist di Bari.
"È stato il giorno più emozionante della mia vita dopo l’assist di Bari (ride). Ancora oggi la gente per strada mi ringrazia. È entrato nella storia. È stato pazzesco: all’ultimo minuto, diluviava, poi ha smesso… il silenzio dello stadio quando abbiamo segnato è stato incredibile".
Su Wikipedia c’è scritto che quando finisci di giocare coi tuoi amici di merenda ti diletti nell’arte del “paninaro sotto lo stadio”. Cos’è?
"Non lo so chi l’ha messa! Fuori dallo stadio c’è un gruppo di tifosi del Nord Sardegna che dopo le partite fa un banchetto con panini. Mi sono fermato un paio di volte a mangiare e probabilmente è nato da lì (ride)".
Cosa fai di solito post-allenamento?
"Torno a casa, prendo il cane e andiamo a fare una passeggiata. Di solito al mare o in centro".
La retrocessione è stata dura?
"È stata una bella batosta. Nessuno se l’aspettava, avevamo una squadra forte. Poi sentivamo i nostri tifosi esultare ogni 20 minuti perché la Salernitana prendeva gol… ma la palla non voleva entrare. È brutto deludere così tanta gente e te stesso".
Eppure sei rimasto in Serie B. Perché?
"Molti di noi si sono sentiti in difetto. Sentivamo di dover fare qualcosa per riportare il Cagliari in Serie A".
Raccontaci della sera della salvezza a Milano.
"Eravamo in hotel, giocavano Crotone-Benevento prima di noi. Io guardavo la partita sull’iPad perché il mio compagno di stanza dormiva. Quando è arrivato il gol che ci salvava, ho sentito tutti i compagni picchiare sulle porte. Siamo usciti in corridoio ad abbracciarci. È stata una salvezza sudata".
Come fai quegli assist “alla Zappa”? Li provi in allenamento?
"In allenamento quando sono in quella zona cerco di metterla per i compagni. I compagni mi dicono sempre: “È arrivata la palla alla Zappa!”."
Come vivete il fantacalcio nello spogliatoio?
"In maniera tranquilla, ma qualcuno lo soffre un po’. A me scrivono tanto, soprattutto quando gioco di lunedì".
Hai preso la patente nautica?
"Sì, l’ho presa. È molto più difficile di quella normale. Fino all’anno scorso Tommy aveva il gommone e la moto d’acqua, quindi andavamo spesso".
Da bambino giocavi attaccante, poi centrocampista e infine terzino. Com’è successo?
"Fino a 12-13 anni giocavo attaccante e segnavo tanto. Poi all’Inter il primo allenatore (Gianmario Corti) mi ha detto che avevo gamba e corsa e mi ha messo esterno alto, poi terzino".
Il salto dalla Primavera dell’Inter alla prima squadra del Pescara com’è stato?
"Non l’ho sentito tanto perché avevo già fatto un anno da fuori quota e mi allenavo spesso con la prima squadra. Poi è arrivato il Covid, ho vissuto due mesi da solo in casa… quello è stato tosto".
Top 7 terzini in Europa (test alla cieca)
"1. Carvajal (per me era il top prima dell’infortunio), 2. Hakimi, 3. Cancelo, 4. Trent Alexander-Arnold, 5. Theo Hernández, 6. Nuno Mendes, 7. Gabriele Zappa (no, scherzo, non l’ho messo)".
Quali sono le tue qualità e cosa vorresti migliorare?
"Sicuramente sono migliorato tanto nei cross. Tolgo un po’ di corsa (sto invecchiando, arrivano i giovani più veloci) e aggiungo un po’ più di qualità".
Questa è la tua giornata tipo?
"Sì, tranne la visita allo stadio che di solito non faccio. Post-allenamento mi piace staccare dal calcio e occuparmi della vita familiare: passeggiata con Sara e Nala è la mia abitudine principale".
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