Modena, Bonato: "Belotti sorpreso dal nostro gioco. Così ha deciso di venire qui"
Il direttore sportivo del Modena Nerereo Bonato è stato ospite di Gialli di Sera, trasmissione di Trc condotta da Paolo Reggianini, per tracciare un primo bilancio dell'avvio di stagione dei canarini. Inevitabile partire dall'arrivo in gialloblù di Andrea Belotti.
Bonato racconta l'arrivo di Belotti al Modena
Il Resto del Carlino ha ripreso le parole del dirigente, che ha raccontato come i primi contatti con l'attaccante risalissero già all'estate:
«Abbiamo cominciato a sentirci già in agosto, anche se Andrea aveva ancora la concreta speranza di andare in un club di serie A. Poi ha visto il Modena giocare già dal match di Coppa Italia ed è rimasto piacevolmente impressionato dal gioco della squadra ed ha pensato che da noi avrebbe potuto essere davvero protagonista. Ad agevolare il tutto l’uscita di Pedro Mendes, che ha fatto sì che si potesse incastrare l’arrivo di Belotti: Andrea poi, cosa importante, ha accettato i nostri parametri economici. Il suo contratto? C’è una base fissa, poi ci sono dei premi legati agli eventi, come reti ed assist a partite da un certo numero».
Bonato: «Con Galloppa subito grande empatia»
Bonato ha poi spiegato che il proprio ritorno a Modena era stato definito già a maggio e che la sua presenza sugli spalti del Braglia in occasione del playoff contro la Juve Stabia non era casuale. Il ds ha inoltre sottolineato la sintonia con Catellani e Consolati, prima di fare il punto sulla costruzione della rosa:
«Il nostro mercato ha visto dieci conferme, quattordici arrivi e due rientri, e il primo obiettivo era di avere la squadra già al completo già in ritiro. Cosa mi aveva chiesto la proprietà? Mantenere la competitività tecnica e di fare patrimonializzazione».
Uno dei passaggi centrali della nuova stagione è stata la scelta di affidare la panchina a Daniele Galloppa:
«La proprietà voleva un mister propositivo. Avevamo una rosa di candidati, li abbiamo incontrati tutti ma quando abbiamo visto Galloppa c’è stata subito grande empatia. Poi lui aveva già fatto belle cose a livello giovanile, e le squadre Primavera di oggi sono già praticamente delle squadre vere. Siamo poi andati sul mercato per cercare una squadra che fosse l’abito giusto per lui».
Le operazioni Wiafe, Caso e Ambrosino
Il direttore sportivo ha affrontato anche il tema delle operazioni in uscita, a partire dalla cessione di Wiafe:
«Tutte le cessioni sono fatte per crescere, la sua ci ha dato le risorse per poter crescere ancora».
Spazio quindi ai ritorni di Caso e Ambrosino, due giocatori sui quali il Modena ha deciso di puntare nuovamente:
«Convincere Caso a rientrare non è stato difficile, è un bravo ragazzo e poi sapeva che il gioco di Galloppa sarebbe stato per lui l’ideale; Ambrosino lo voleva tutta la B, lui ha aspettato i programmi del Napoli, poi è tornato molto volentieri».
Il nuovo centro sportivo e il messaggio della famiglia Rivetti
Bonato ha infine parlato dell'inizio dell'era del Nido, sottolineando l'importanza del nuovo centro sportivo per il futuro del club e per il rapporto tra squadra e territorio:
«E’ un messaggio che la famiglia Rivetti ha dato alla città, siamo contentissimi di andare al centro sportivo. Una struttura del genere è un bel salto in avanti ed accresce il senso di appartenenza della squadra alla città».
