Buonfiglio assumerà l’incarico e indirà nuove elezioni. La Nazione: "Figc, il commissariamento è ormai inevitabile"
"Figc, il commissariamento è ormai inevitabile", titola La Nazione nell'approfondimento firmato da Giulio Mola. Dopo settimane caratterizzate da tensioni e botta e risposta con i vertici della politica e dello sport, per Giovanni Malagò si avvicina il momento decisivo.
Figc, il commissariamento si avvicina
Sul tavolo del presidente del Coni Luciano Buonfiglio sono arrivati i pareri giuridici richiesti a Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Al centro della vicenda resta il mancato tesseramento di Malagò alla Federazione, questione burocratica che rischia di costargli la presidenza della Figc conquistata lo scorso 22 giugno con quasi il 70% delle preferenze.
Secondo quanto riferisce La Nazione, lo scenario del commissariamento della Figc appare a questo punto difficilmente evitabile. Buonfiglio sarebbe pronto ad assumere personalmente l'incarico per poi procedere rapidamente alla convocazione di nuove elezioni.
Tra il 6 e il 10 ottobre la possibile svolta
I giorni decisivi dovrebbero essere quelli compresi tra il 6 e il 10 ottobre, dopo gli impegni della Nazionale in Nations League. In quel periodo è attesa la riunione degli organi del Coni chiamati a esaminare proprio l'ipotesi del commissariamento.
Malagò, nel frattempo, continua la propria attività. Prima di raggiungere gli azzurri a Bursa per la partita contro la Turchia, è stato a Baku, dove ha sottoscritto con la compagnia energetica azera Socar un accordo di sponsorizzazione fino al 2030, con possibilità di proroga al 2032.
Sul fronte della battaglia istituzionale, invece, il presidente federale sta preparando le proprie contromosse. Dopo lo sfogo di venerdì scorso durante il Consiglio Federale, da settimane starebbe studiando la strada dei ricorsi, con la possibilità di arrivare fino al Tar.
Malagò potrebbe anche ricandidarsi
Un eventuale commissariamento e la successiva convocazione di nuove elezioni potrebbero aprire anche alla possibilità di una nuova candidatura di Malagò. Prima, però, il dirigente dovrebbe ricucire alcuni rapporti, in particolare con una parte della Serie A e con alcuni calciatori.
Nella sua battaglia Malagò può intanto contare sull'appoggio del Cio, organismo del quale è membro, e soprattutto su quello dell'Uefa.
Il presidente Aleksander Ceferin ha richiamato la posizione condivisa da Fifa e Uefa sulla necessità di salvaguardare l'autonomia delle federazioni, auspicando una rapida soluzione della vicenda:
«Gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell’ordinamento sportivo».
Ceferin ha inoltre sottolineato come un ulteriore aggravamento della crisi istituzionale «non fa bene a nessuno», arrivando a collegare la questione anche agli Europei del 2032, assegnati congiuntamente a Italia e Turchia.
La posizione del numero uno dell'Uefa è netta:
«Le ingerenze politiche minano la fiducia della Uefa, Malagò è un dirigente serio».
Abodi risponde a Ceferin
Di tutt'altro avviso Andrea Abodi. Il ministro dello Sport è intervenuto ieri sulla vicenda, respingendo l'interpretazione secondo la quale dietro il caso Malagò possa esserci un'ingerenza politica.
«Il presidente Ceferin è stato informato male, quello riguardante Malagò è un tema tutto sportivo - le parole a Rtl del Ministro dello Sport -. Il Coni ora deve valutare alcuni aspetti formali che non sono irrilevanti, perché le regole vanno conosciute sopratutto da chi le ha fatte e poi rispettate. Dopo di che ci sono altri problemi, vorrei vedere tavoli di lavoro che invece sembrano sospesi in attesa di sciogliere il caso tesseramento e non capisco come mai tutto il resto non proceda».
La partita torna dunque nelle mani del Coni. Al Foro Italico è già iniziata la conta delle posizioni favorevoli e contrarie al commissariamento, mentre Malagò prepara la propria strategia legale in vista di una fase che si annuncia decisiva per il futuro della Figc.
