Il Messaggero - Perchè in Italia non c'è uno Yamal?

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Ieri alle 09:00Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari

"Perchè in Italia non c'è uno Yamal?". E' il titolo-interrogativo lanciato stamattina da Il Messaggero nelle pagine sportive. Il mondo ai piedi del baby-campione spagnolo, simbolo di un movimento vincente.  Impietoso il confronto col nostro calcio: in A gioca il 5% di giovani dei vivai, nella Liga il 20.

I nostri ragazzi non trovano sbocchi nemmeno all'estero. I club non aiutano: le primavere sono piene di stranieri. 

Nell’ultimo campionato Primavera 1 la quota degli stranieri era pari al 32,4%; e in crescita di oltre tre punti rispetto al 2020 - scrive Benedetto Saccà -. Nonostante l’Italia disponga di una maggiore popolazione e di un superiore numero di tesserati rispetto alla Spagna, evidente è la diversa visione metodologica tra la Serie A e la Liga: noi spendiamo miliardi per comprare stranieri e vincere subito, mentre gli spagnoli credono nei giovani, li accompagnano nella crescita, li aiutano nel miglioramento e, con dosi a noi sconosciute di pazienza, li fanno serenamente sbagliare. È differente la cultura sportiva, ecco. Nel più recente campionato italiano, per dirne un’altra, era cresciuto nel vivaio del club appena il 5,5% dei giocatori; nell’ultima Liga, il 19,6%. E solo il 12% dei convocati azzurri per gli Europei è tesserato per una società straniera: tre giocatori su 26; viceversa gli spagnoli all’estero erano il 27%.