Inchiesta arbitri, Corsera: "Svolta entro l’estate: nessun altro indagato e stop ai testimoni"
L’inchiesta sul sistema arbitrale italiano entra in una fase cruciale. Mentre il mondo del calcio resta in attesa di sviluppi, la Procura di Milano sembra ormai orientata a definire il quadro investigativo senza ulteriori audizioni.
Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, nel corso di un vertice tra il procuratore Marcello Viola, il pubblico ministero Maurizio Ascione e la Guardia di Finanza sarebbe stata presa la decisione di interrompere gli interrogatori e le testimonianze. Non verranno quindi convocati dirigenti di club, mentre il numero degli indagati resta fermo a cinque persone, tra cui figurano gli ex vertici arbitrali Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni.
Al centro dell’indagine ci sono le ipotesi di presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali e di possibili interferenze nella gestione della sala Var, con particolare attenzione all’episodio della cosiddetta “bussata” avvenuta durante Udinese-Parma.
Negli ultimi giorni gli investigatori hanno raccolto diverse testimonianze considerate utili per ricostruire il funzionamento operativo del centro Var di Lissone. Tra le persone ascoltate compaiono il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, Andrea Butti della Lega Serie A e Giancarlo Viglione della Figc.
La Procura ritiene ora di avere elementi sufficienti per arrivare a una valutazione complessiva entro l’estate, senza necessità di ulteriori approfondimenti tecnici. Gli inquirenti dovranno quindi decidere come procedere con il fascicolo e se confermare le contestazioni ipotizzate nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi e degli altri soggetti coinvolti nell’indagine.
