Qui Juventus - Kolo Muani, ripetizioni di tiri in vista del Cagliari

Qui Juventus - Kolo Muani, ripetizioni di tiri in vista del CagliariTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:30Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Kolo Muani convince Spalletti per corsa e atteggiamento, ma deve ritrovare precisione e gol. Ora lavorerà per arrivare pronto alla sfida di Cagliari.

La prestazione contro l'Atalanta ha restituito alla Juventus un Kolo Muani dominante sotto diversi aspetti, ma a Luciano Spalletti manca ancora qualcosa per ritrovare completamente l'attaccante ammirato nella sua prima esperienza bianconera: tiri in porta e gol.

Kolo Muani, Spalletti prepara un lavoro speciale verso Cagliari

È questo il tema affrontato oggi da La Gazzetta dello Sport, che titola: «Kolo ovunque, ma tira poco. La Juve ha bisogno di lui».

Il francese potrà sfruttare la lunga sosta per lavorare alla Continassa insieme a Spalletti. A condizionare parzialmente il programma sarà il recente intervento al dito della mano, che lo costringerà a utilizzare un tutore alla ripresa.

Kolo Muani tira poco: i numeri delle prime sei partite

Il confronto con il passato è significativo. Nel gennaio 2025 Kolo Muani aveva inaugurato la sua prima esperienza juventina trovando il gol contro il Napoli al primo tiro nello specchio.

In questa stagione il copione è cambiato. Tra le cinque giornate di campionato e il debutto in Europa League contro il Nec, nel quale è comunque riuscito a segnare, il numero 9 sta faticando soprattutto a costruirsi occasioni per concludere.

Kolo Muani ha centrato lo specchio al massimo una volta per partita contro Frosinone, Parma, Nec e Atalanta, mentre contro Milan e Sassuolo non ci è riuscito. In sei gare ha inoltre collezionato appena quattro conclusioni fuori e altrettanti tentativi respinti dagli avversari.

Più che una semplice questione di precisione, secondo l'analisi della Gazzetta, incidono movimenti, scelta dei tempi e condizione fisica.

Spalletti continua a credere nel francese

I pochi tentativi verso la porta non hanno però modificato la considerazione di Spalletti. Il tecnico vede nel francese caratteristiche che, pur con le dovute differenze, possono avvicinarlo al tipo di attaccante rappresentato da Victor Osimhen nel Napoli dello scudetto.

In attesa di una maggiore continuità realizzativa, Kolo Muani sta conquistando l'allenatore attraverso disponibilità e spirito di sacrificio.

Il francese sceglie di andare in ritiro anche quando non sarebbe obbligatorio e in campo garantisce un contributo atletico importante. Nelle prime cinque giornate di Serie A ha percorso 53,3 chilometri, quarto dato della Juventus dietro Kalulu, Bremer e Douglas Luiz.

Anche contro l'Atalanta ha dato un segnale significativo, rimanendo al fianco della squadra nonostante la frattura a un dito della mano, poi operato nel giro di 24 ore.

Niente Francia, Kolo Muani lavorerà alla Continassa

La mancata convocazione da parte del nuovo ct della Francia Zinedine Zidane consentirà a Spalletti di lavorare direttamente con il centravanti durante la sosta.

Una parte del programma sarà dedicata proprio alle conclusioni. L'obiettivo è aumentare la frequenza dei tiri nello specchio e, di conseguenza, riportare Kolo Muani sui livelli realizzativi della sua precedente esperienza juventina, quando nel 2025 aveva segnato 10 gol in sei mesi tra le gestioni Thiago Motta e Tudor.

Cagliari primo banco di prova dopo la sosta

Il primo appuntamento è fissato per l'11 ottobre a Cagliari. Kolo Muani dovrebbe presentarsi alla ripresa con un tutore per proteggere il dito recentemente operato, ma con l'obiettivo di essere regolarmente a disposizione.

Da quella partita inizierà inoltre un periodo particolarmente intenso. Dopo la sosta la Juventus affronterà nell'ordine Cagliari, Celta Vigo, Lazio, Rennes, Lecce, Genoa e Napoli, con quattro delle sette gare lontano dall'Allianz Stadium.

Per affrontare il tour de force, Spalletti vuole recuperare anche l'efficacia offensiva del suo numero 9. Corsa e sacrificio non stanno mancando: il prossimo passo per Kolo Muani sarà trasformare il lavoro in più conclusioni e soprattutto in gol.