Ulivieri a La Repubblica: “Palestra è bravo, ma...”

Ulivieri a La Repubblica: “Palestra è bravo, ma...”TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 09:00Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari

Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, è stato intervistato da La Repubblica. Le sue parole rilasciate a Maurizio Crosetti: "Perché questo entusiasmo per Gravina? Con noi allenatori è sempre stato corretto e ci ha aiutato a tutelare i diritti. Non dimenticate che siamo un sindacato e non pensiamo solo alle panchine di A e B. Il commento più gentile che ho ricevuto sui social è 'vai a casa'? L’avevo messo in conto, e davvero non avrei problemi ad andarci. Qui siamo tutti volontari. Ma sono stato rieletto con oltre il 72 per cento dei consensi, compresi quelli dei non iscritti all’Assoallenatori. L'accusa di non staccarci dalla poltrona? Di sicuro, qui sopra non si sta comodi. Molti parlano senza sapere. Non è venuto il tempo di un ex calciatore a capo della Figc? Veramente, noi a suo tempo votammo per Albertini senza successo. Uno dei nomi che ricorrono? Voteremo un programma. Perché i calciatori italiani sono diventati scarsi? Noi allenatori ci chiediamo se si sia di fronte a una crisi d’identità, però il nostro calcio resta un riferimento solido: ai Mondiali avremo tre tecnici, Ancelotti, Montella e Cannavaro.

Terza esclusione Mondiale? Non preoccuparci sarebbe da sciocchi, però bisogna farlo ragionando. Occorre parlare di sentimenti, di appartenenza. Ma della Nazionale importa davvero ai club? Io ho molti dubbi, sempre più proprietà appartengono a fondi d’investimento esteri. Si discute di nomi e quasi mai di progetti? La serie A è il campionato in Europa con più stranieri: un ct può scegliere su un 30 per cento di convocabili, in Spagna e in Germania è il doppio. Quel ragazzo del Cagliari, Palestra, entrato in Bosnia, è bravo ma è appena diventato titolare nella sua squadra. Però gli stranieri, soprattutto i giovani, costano meno degli italiani? E infatti le formazioni Primavera ne sono piene. Attenti che sta accadendo anche nel calcio femminile, dove però si vince ancora, così come vincono le rappresentative giovanili. Dunque, i nostri calciatori non sono diventati deboli, però non finiscono quasi mai in prima squadra. Quell’ultimo salto così difficile paralizza il sistema".