Vaciago "Per completare la metamorfosi alla Juve servono ancora due vittorie contro Cremonese e Cagliari. E poi c'è il Napoli..."

Vaciago "Per completare la metamorfosi alla Juve servono ancora due vittorie contro Cremonese e Cagliari. E poi c'è il Napoli..."TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 10:30Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari

Il direttore di Tuttosport Guido Vaciago analizza il momento della Juventus, reduce dal successo al Mape Stadium: "L’abbraccio ruba l’occhio, ma è la sicurezza dei bianconeri a colpire più della tenerezza con cui i compagni festeggiano l’Epifania di Jonathan David - si legge nell'editoriale del giornalista -. È così cinematografica quella corsa collettiva che sembra il finale di certi film americani in cui l’antieroe si scrolla di dosso la sfiga e, con una mossa, stappa la commozione generale [...]. Ma il film di Sassuolo-Juve, in realtà, racconta altro e il protagonista non è il bomber che si riscatta. Anzi il protagonista non c’è proprio, è una storia corale che parla di una squadra sempre più sicura di sé, consapevole della sua forza, con una fiducia che non si vedeva da tempo. C’è tanta sostanza calcistica nel modo con cui aggredisce la partita, confinando il Sassuolo nella sua metà campo, togliendogli il respiro e aspettando, pazientemente, di trovare il gol".

"[...] Per completare la metamorfosi  - prosegue il direttore di Tuttosport - servono ancora due vittorie contro Cremonese (lunedì) e Cagliari (il 17), poi c’è la sfida con il Napoli, che potrebbe diventare uno stimolante esame per capire molte cose, un filo in ritardo, magari, ma comunque non fuori tempo massimo. La stagione della Juve, d’altronde, è iniziata ricorrendo e l’affanno si è fatto sentire. Comolli è arrivato a giugno inoltrato, la società è stata completata a dicembre con l’arrivo di un ds e, nel frattempo, è stato cambiato l’allenatore a ottobre. Chissà se, con i tempi giusti, per l’epifania bianconera si sarebbe dovuto aspettare il sei gennaio. Di sicuro da adesso in poi le prospettive appaiono meno fragili di prima e non solo in campo [...]".