Zola sull’Italia: "Niente giudizi definitivi. Dobbiamo avere pazienza nel bene e nel mal"
La sconfitta contro il Belgio non deve portare a conclusioni affrettate sulla nuova Italia di Roberto Mancini. Ne è convinto Gianfranco Zola, oggi vicepresidente vicario della Lega Pro e coordinatore dei progetti delle attività giovanili del Club Italia.
Zola sull'Italia: «Non possiamo dare giudizi definitivi»
L'ex fantasista di Napoli, Parma, Chelsea e Cagliari è tornato a Napoli in occasione dell'evento organizzato da Javier Zanetti per celebrare i 25 anni della sua Fondazione. Nell'occasione, l'edizione campana de La Repubblica ha raccolto le sue considerazioni anche sul nuovo corso della Nazionale.
Zola ammette di essere rimasto sorpreso soprattutto dalla prestazione degli avversari:
«Non mi aspettavo che il Belgio - continua Zola - fosse così forte dopo il Mondiale. Per noi è stata una prova complicata, ma l’Italia ha reagito nel secondo tempo e dobbiamo ripartire da questo. Non possiamo dare giudizi definitivi, c’è bisogno di tempo sia per l’immediato che per le generazioni future dei campioni su cui stiamo lavorando».
«Dobbiamo avere pazienza nel bene e nel male»
Per Zola, dunque, la parola d'ordine è pazienza. Il nuovo progetto azzurro deve avere il tempo necessario per crescere, senza essere condizionato dai giudizi legati a una singola partita:
«Dobbiamo avere pazienza nel bene e nel male, poi raccoglieremo sicuramente i frutti».
Un concetto che riguarda non soltanto la Nazionale maggiore, ma anche il lavoro sulle nuove generazioni che Zola segue direttamente attraverso il suo incarico nel Club Italia.
Il ricordo di Maradona: «Ha cambiato la mia carriera»
Napoli resta inevitabilmente legata anche a uno dei capitoli più importanti della carriera di Zola. Proprio in azzurro ebbe infatti l'opportunità di allenarsi e giocare insieme a Diego Armando Maradona, ereditandone successivamente anche la maglia numero 10.
Un'esperienza che l'ex rossoblù continua a considerare decisiva:
«Giocare con lui è stato un onore immenso. Ho cercato di imparare da lui. Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui nel Napoli. Ovviamente ha cambiato la mia carriera. Non lo dimenticherò mai. Ringrazio Javier Zanetti e sua moglie Paula per la serata che hanno organizzato a Piazza Plebiscito».
