Tomasini compie 80 anni: "Fortunato a essere finito in Sardegna. Pisacane farà una grande carriera, inizio di campionato sorprendente. Su Deiola, Maldini e Romano..."
Ottant'anni, di cui 57 vissuti in Sardegna. Giuseppe Tomasini, per tutti Tomas, festeggia oggi un compleanno speciale e lo farà anche insieme ad alcuni dei compagni con i quali scrisse la pagina più importante della storia del Cagliari.
Tomasini compie 80 anni: 57 trascorsi in Sardegna
Uno dei ragazzi del 1946 che costituirono l'ossatura della squadra dello scudetto, Tomasini ripercorre la sua storia nell'intervista concessa a Enrico Gaviano per La Nuova Sardegna. Una storia iniziata quasi controvoglia e diventata poi un legame indissolubile:
«Sono un uomo fortunato -dice - perché sono finito in Sardegna. Una terra benedetta dal Signore. Pensare che all'inizio non ne volevo sapere di giocare a Cagliari».
«Quando il Cagliari mi volle feci una smorfia»
Nel 1968 Tomasini giocava nel Brescia allenato da Azeglio Vicini. Quando arrivò la possibilità di trasferirsi sull'Isola, la sua prima reazione non fu entusiasta:
«Giocavo al Brescia con Vicini allenatore. Quando mi dissero nel 1968 che il Cagliari voleva acquistarmi feci una smorfia. Ma a quei tempi non potevi rifiutarti: o accettavi o finivi di giocare».
A cambiare la sua carriera fu Manlio Scopigno, che lo aveva osservato durante l'anno trascorso lontano dalla panchina rossoblù:
«Sì, il mister saltò un anno da allenatore a Cagliari e in quel periodo fece l'osservatore per l'Inter. Mi vide al Brescia e nel 1968 quando ritornò al Cagliari mi fece acquistare subito in cambio di Raffaello Vescovi».
Nella prima stagione Tomasini trovò poco spazio, chiuso da Miguel Angelo Longo. L'anno successivo arrivò invece la svolta:
«Il titolare era Miguel Angelo Longo, un argentino idolo dei tifosi. Ma nella stagione successiva Scopigno mi diede la maglia da titolare».
Lo scudetto e un Riva «di un altro pianeta»
Secondo Tomasini, quel Cagliari avrebbe potuto conquistare il titolo già nella stagione 1968-69:
«Fummo penalizzati da qualche arbitraggio contrario. Peccato perché la squadra con Boninsegna e Riva in attacco era fortissima, e in porta c'era già Albertosi».
L'appuntamento con la storia fu soltanto rimandato. Nella stagione successiva arrivò lo scudetto e Tomasini conserva un ricordo nitido della forza di quella formazione e, soprattutto, di Gigi Riva:
«Eravamo davvero una formazione straordinaria. Pochi ma buoni, veri campioni. Con Gigi Riva che era di un altro pianeta. Lui aveva quel sinistro micidiale e di una precisione chirurgica, difficilmente tirava fuori dallo specchio».
Tomasini promuove Pisacane
Dal Cagliari dello scudetto a quello attuale, che Tomasini continua a seguire dagli spalti dell'Unipol Domus. L'ex difensore è particolarmente colpito dal lavoro di Fabio Pisacane:
«Pisacane è stato bravo nella scorsa stagione e ora si sta riconfermando. L'inizio del campionato è stato davvero sorprendente. Mette gli uomini nei posti giusti. Sono sicuro che farà una grande carriera. E poi Cagliari è un luogo ideale, perché la gente fa il tifo senza pressare troppo i giocatori. Difficile insomma che ci siano contestazioni».
«Maldini e Romano dimostreranno il loro valore»
Tomasini guarda con soddisfazione anche alle convocazioni in Nazionale di Daniel Maldini e Alessandro Romano, indicando poi in Alessandro Deiola uno degli elementi più preziosi della squadra:
«Intanto sono contento per i due convocati in nazionale, Maldini e Romano, penso che potranno dimostrare il loro valore nelle prossime partite dell'Italia. E poi direi Deiola. Un vero jolly perché sa fare il centrale di difesa ma anche il centrocampista. Sono calciatori fondamentali per una squadra come il Cagliari».
A ottant'anni, dunque, Tomasini continua a seguire da vicino il suo Cagliari: dal ricordo dello scudetto e di Riva alla fiducia nel progetto di Pisacane e nei protagonisti rossoblù di oggi.
