Como, Fabregas: “Non siamo stati bravi a concretizzare con Cagliari. Non abbiamo Yamal o Lewandowski, ma vogliamo crescere”
Vigilia di campionato in casa Como 1907, che domani sarà impegnato a Stadio Giuseppe Meazza contro il AC Milan nel recupero della 24ª giornata di Serie A. In conferenza stampa, il tecnico Cesc Fàbregas ha presentato la sfida soffermandosi sul percorso di crescita della sua squadra e sulle difficoltà incontrate finora contro i rossoneri. Di seguito un estratto delle sue parole riprese dalla redazione di TMW.
Alla domanda sulle mancate vittorie contro il Milan, l’allenatore ha ribadito la necessità di mantenere equilibrio nelle valutazioni:
“Giocare bene non vuol dire sempre vincere, altrimenti il calcio verrebbe spiegato in una maniera diversa. Dobbiamo fare le cose giuste, cercare di fare le cose bene. Noi siamo una squadra e una società molto giovane, poi il percorso è quello. Non siamo pronti per andare a vincere lo Scudetto. So che abbiamo fatto bene, la classifica, la classifica… però per come conosco il calcio, dove io ad esempio dovevo sempre vincere con la migliore squadra e il miglior allenatore è cosi. Per noi il percorso non è sempre lineare, ma ti fa crescere. Ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva. La strada è lunga e bella. Succeda quel che succeda. Quando si perde o quando si vince il mio messaggio è sempre lo stesso”
Fàbregas ha poi invitato a non cadere in paragoni semplicistici con le sfide della passata stagione, sottolineando come il progetto del Como sia ancora in fase di costruzione:
“Questo non si può decidere, chi fa o meno gol. Ti devi adattare. Continuerà a succedere.
Non andiamo contro la superficialità del pensiero che una partita somiglia a quella dell’anno scorso. Per quello che stiamo facendo al Como vorrei qualcosa di diverso. Chi pensa che il Como sia preparato per vincere lo Scudetto sbaglia, lo dico dal primo giorno. L’altro giorno la Fiorentina è arrivata tre volte in porta, due gol. Non siamo stati bravi a concretizzare con Cagliari, Genoa, l’Atalanta… non abbiamo fenomeni o giocatori che fanno la differenza. Alcune volte quello che fai diventa oro, altre no. II Como vuole sempre proporre, sempre accelerare. Non abbiamo Lamine Yamal o Lewandowski, ma vogliamo crescere. Continuare, che ogni anno ci sia una crescita importante. Che tra 2-3 anni saremo maturi e consapevoli di quello che vogliamo fare”.
Infine, un passaggio su Morata e sulle dichiarazioni del post gara contro la Fiorentina:
“Dipende da cosa vuol dire duro. Parlare dopo una partita e dire una cosa che penso sia naturale, che si vede. La provocazione è nel calcio, chi non può gestire quello… è difficile. Tutti sanno che ci sono questi giocatori che cercano di provocarti, di farti sbagliare. Non ho parlato con lui, ha chiesto anche scusa, ha parlato sui social”