Stadi Euro 2032, il nuovo "Gigi Riva" di Cagliari candidabile, ma frenato dalla capienza
L'organizzazione di Euro 2032 entra nella fase decisiva e, come ha sottolineato il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, la sfida per l'Italia è ormai quella di trasformare un progetto ambizioso in una concreta opportunità. Secondo quanto evidenzia Tuttosport, il calendario impone scadenze molto ravvicinate.
Euro 2032, scattano le scadenze decisive
Entro il 31 luglio, infatti, la Federazione dovrà trasmettere alla UEFA tutta la documentazione relativa agli impianti candidati a ospitare la manifestazione. La valutazione non riguarderà soltanto gli stadi, ma anche le infrastrutture e i servizi presenti nelle aree circostanti. Successivamente, entro il mese di ottobre, la FIGC sarà chiamata a indicare i cinque impianti destinati a ospitare le gare del torneo, oltre a eventuali sedi di riserva, nell'ambito dell'organizzazione condivisa con la Turchia.
Per essere selezionati, gli stadi dovranno rispettare precisi requisiti oppure disporre di un progetto esecutivo già approvato, finanziato e pronto per l'apertura dei cantieri entro marzo 2027. Attualmente l'unico impianto già pienamente conforme ai parametri richiesti è l'Allianz Stadium di Torino.
Le città in corsa per ospitare il torneo
Il lavoro portato avanti dalla FIGC insieme agli enti locali, alla struttura commissariale voluta dal ministro Andrea Abodi e al gruppo UEFA coordinato da Michele Uva starebbe però producendo risultati incoraggianti. Oggi sarebbero circa dieci gli stadi italiani in linea con il cronoprogramma previsto.
Tra le sedi considerate praticamente certe figurano Torino, lo Stadio Olimpico di Roma e il futuro impianto che sorgerà nell'area di San Siro per Milan e Inter, nonostante il progetto sia ancora in fase di sviluppo.
Per gli ultimi posti disponibili la concorrenza è particolarmente intensa. In posizione favorevole c'è il nuovo stadio della Roma a Pietralata, recentemente dichiarato opera di interesse strategico nazionale. Restano in corsa anche l'Artemio Franchi di Firenze, già interessato dai lavori di riqualificazione, il futuro Diego Armando Maradona di Napoli e il Renzo Barbera di Palermo, progetto sostenuto anche dalla forza economica del City Football Group.
Le candidature ancora in bilico
Tra i candidabii figurano inoltre il futuro Gigi Riva di Cagliari, Marassi a Genova, l'Arechi di Salerno e il Via del Mare di Lecce. Per questi impianti, tuttavia, il principale ostacolo è rappresentato dalla capienza, inferiore rispetto agli standard richiesti dalla UEFA.
Sembrano invece destinate a rimanere fuori dalla corsa le candidature di Bari, Bologna e Verona, che al momento non rientrano tra le opzioni prese maggiormente in considerazione.
