Trevisani duro sul calcio italiano: "Siamo un paese vecchio che pensa vecchio. Non era il momento di Mancini"

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Ieri alle 23:00Altre notizie
di Vittorio Arba
Trevisani critica il sistema Italia: paese vecchio che non valorizza i giovani, dubbi sul ritorno di Mancini e idea Guardiola per rifondare la Nazionale.

Nel corso del programma Cronache Mondiali, format prodotto da Cronache di Spogliatoio, il giornalista e telecronista Riccardo Trevisani è tornato a parlare della crisi del calcio italiano e della Nazionale, soffermandosi sulla necessità di un cambiamento profondo nel sistema.

Trevisani sulla crisi del calcio italiano

"Siamo un paese vecchio che pensa vecchio"

Queste le sue parole: “Mentre noi eravamo forti, ricchi e belli, abbiamo deciso di pensarci forti, ricchi e belli per sempre. Le altre nazionali che invece si sentivano meno forti, meno ricche e meno belle, hanno lavorato e sgraziato per ricominciare da capo. Lo ha fatto anche la Germania che nel ’96 vinceva un Europeo. Dopo un brutto Mondiale nel ’98 e un brutto Europeo nel 2000 ha deciso di ripartire.

La critica al sistema italiano

Noi non lo facciamo neanche dopo 20 anni che facciamo ridere. C’è un problema culturale, che è il motivo per cui il Napoli va a prendere Allegri: guardiamo sempre a quello che è successo prima, mentre Italiano deve andare al Besiktas, Farioli all’Ajax, De Zerbi allo Shakhtar, Maresca al Leicester, Lisci all’Osasuna.

"Qui non c’è speranza per i giovani"

Qui non c’è speranza per i giovani: siamo un paese vecchio che pensa vecchio. E questa cosa se non la cambiamo dopo cinque Mondiali - tre fuori e due ridicoli - ma quando la cambiamo?”.

Trevisani sul ritorno di Mancini in Nazionale

Lo scetticismo sul nuovo corso azzurro

Trevisani si è poi espresso con scetticismo sull’ormai imminente ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana: “Da un punto di vista puramente estetico con lui ho visto forse l’Italia più bella di sempre, assieme a quella nel ’90 con Vicini, ma ripartire con lui è un voler dire ‘scusate, non abbiamo capito cosa sta accadendo in Italia’, cioè che dobbiamo spazzare via tutto e ricominciare”.

I meriti della prima esperienza di Mancini

Il giornalista ha quindi riconosciuto i meriti della prima esperienza azzurra di Mancini, ma ha ribadito la necessità di una svolta più radicale: “Nel 2021 vidi una bella Italia, anche capace di saper soffrire quando non era in grado di fare delle belle partite.

"Non era il momento di Mancini"

Lui il selezionatore ha dimostrato di saperlo fare, anche nei tre flop per la qualificazione al Mondiale il suo è stato il più insensata perché usciamo con la Macedonia dopo aver fatto 30 tiri ad 1 ed aver dominato, a differenza di quanto fatto con Svezia e Bosnia. Detto ciò, non era il momento di Mancini.

L’idea Guardiola

Era il momento di passare con il trattore e buttare tutto giù. Di chi era il momento? Io continuo a pensare che potevamo provare a prendere Guardiola e a non fargli fare l’anno sabbatico”.