Un mirto con... Andrea Lazzari: "Cagliari, raggiungere la salvezza è già di per sé un grande traguardo. Attacco asfittico? Magari l'anno prossimo Sebastiano Esposito di reti, anziché 7, ne segnerà 18-19. Io prima di tutto puntellerei la difesa"
L’ex centrocampista del Cagliari Andrea Lazzari, intervistato da Tuttocagliari.net, azzarda un bilancio complessivo dell’annata vissuta dai rossoblù di Fabio Pisacane, esprimendo una valutazione “sostanzialmente positiva”.
Andrea, secondo lei quest’anno il Cagliari ha fatto tutto quello che poteva fare o, alla luce delle sue potenzialità tecniche, avrebbe potuto ottenere qualche punto in più?
“Intanto penso che il mantenimento della categoria sia già di per sé un grande traguardo. Chiaramente fare qualcosa in più non sarebbe stata un’impresa impossibile, ma nel corso della stagione ci sono partite che fanno storia a sé e che sono fortemente condizionate dagli infortuni e da variabili di ogni tipo. Tutto sommato al Cagliari è andata bene così: le idee che ha proposto Pisacane a tratti hanno pagato e hanno prodotto ottimi risultati. Non dimentichiamoci, tra l’altro, che a un certo punto del campionato traghettare la nave in porto era tutt’altro che scontato.”
C’è stato tra i rossoblù un calciatore che l’ha particolarmente impressionata e uno che, al contrario, non ha reso secondo le sue reali potenzialità?
“Onestamente non ho seguito con attenzione tutte le partite del Cagliari, quindi fatico ad esprimere un parere così specifico. Questa domanda mi mette un po’ in difficoltà. Dovendo scegliere un MVP dell’annata indicherei senza dubbio Marco Palestra: stiamo parlando di un ottimo profilo, soprattutto in proiezione futura. Lui è stato il giocatore che ha stupito più di chiunque altro tra i ragazzi di Pisacane.”
Qual è il reparto in cui il Cagliari deve maggiormente migliorare se vuole ottenere risultati più gratificanti? Forse l’attacco, considerando che il capocannoniere della stagione, ovvero Sebastiano Esposito, ha segnato appena 7 reti?
“Attenzione: quello degli attaccanti è un ruolo davvero molto particolare. Si vive di situazioni e di momenti: magari l’anno prossimo Sebastiano Esposito troverà la stagione giusta e di reti ne segnerà 18-19… Piuttosto io credo che se si riuscisse a puntellare il reparto arretrato con dei difensori esperti e affidabili, magari pure capaci di trovare la via del gol in proiezione offensiva, sarebbe un’ottima cosa. Insomma, prima penserei a rinforzare la retroguardia e solo successivamente mi concentrerei sull’attacco.”
