Dai minatori dello Staffordshire all'Unipol Domus: due inglesi a Cagliari dopo Gerry Hitchens
C'è un filo rosso, o forse sarebbe meglio dire rossoblù, che unisce i campi fangosi dell'Inghilterra degli anni Sessanta alla sole magnifico di Cagliari. Questa estate, la società del presidente Tommaso Giulini ha compiuto una scelta di mercato affascinante e controcorrente, accogliendo in rosa ben due calciatori inglesi: il geometra del centrocampo Harry Winks e la giovane promessa Demi Akarakiri. Una combinazione insolita per la Serie A, che riporta inevitabilmente alla mente i tempi in cui i pionieri britannici sbarcavano nel nostro campionato, guidati dal capostipite d'oltremanica in terra sarda: Gerry Hitchens.
Si torna a parlare inglese
Oggi, quasi sessant'anni dopo, il Cagliari torna a parlare inglese ma lo fa raddoppiando l'investimento, seguendo due filosofie di mercato opposte e complementari: l'esperienza intenrazionale di Harry Winks e la gioventù di Demi Akarakir, con l'auspicio che possano presto farsi amare dai tifosi rossoblù, così come era riuscito il compianto Gerry.
