Antonio Ravot: "Giulini, è ora di mettere mano al portafogli. Il Cagliari non può soffrire tutti gli anni: dovrebbe ambire almeno al centroclassifica. Magari strizzando l'occhio a un piazzamento in Conference. Giusta la conferma di Pisacane"
L’ex calciatore del Cagliari Antonio Ravot, intervistato da Tuttocagliari.net, difende strenuamente l’operato di Fabio Pisacane - “un tecnico giovane, valido e assolutamente da riconfermare” - e invita il presidente Giulini a “mettere mano al portafoglio” per costruire finalmente “una squadra in grado di giocarsela alla pari con tutti e di regalare al pubblico sardo delle vere soddisfazioni. Siamo stanchi di lottare ogni anno solo ed esclusivamente per mantenere la categoria”.
Antonio, secondo lei il Cagliari quest’anno ha reso al cento per cento delle proprie potenzialità oppure avrebbe potuto fare qualcosa in più, soprattutto negli scontri con le dirette concorrenti?
“Intanto io rivendico il fatto di aver sempre sostenuto Fabio Pisacane anche nei momenti più bui della stagione. Stiamo parlando di un allenatore giovane e preparato al quale, nel periodo maggiormente critico dell’annata rossoblù, sono venuti a mancare tanti giocatori a causa di ripetuti infortuni. Però giova ricordare che Fabio ha fatto più punti sia di Claudio Ranieri che di Davide Nicola, per cui grandi meriti vanno a lui e al suo staff. Si è introdotto bene nel gruppo cagliaritano: tutti lo hanno ascoltato e seguito fin da subito. Non a caso la squadra è sempre stata unita e coesa. La riconferma del tecnico napoletano mi sembra sacrosanta: ora dovremo porre i presupposti per fare un campionato più competitivo. Detto in altri termini, sarà indispensabile acquistare qualche rinforzo di spessore.”
Qual è il suo parere sul gioco espresso dagli isolani da agosto a maggio? La sensazione è che la squadra abbia alternato ottime prestazioni a partite approcciate in modo fin troppo attendista e rinunciatario.
“Il Cagliari gioca a calcio, e proprio per questo motivo si è trovato più a proprio agio con le grandi squadre che non con le dirette concorrenti. Ha faticato ad affrontare e a perforare le difese schierate, questo è vero. Ma ribadisco che nel complesso Caprile e compagni hanno disputato un grande campionato.”
Lei poco fa ha parlato dell’esigenza di alzare l’asticella delle ambizioni in vista del prossimo campionato. Per farlo come e dove interverrebbe sul mercato? Quali reparti rinforzerebbe con maggiore priorità?
“Innanzitutto prenderei una punta di peso: Pavoletti è al capolinea della propria carriera e Andrea Belotti, a mio parere, non dà sufficienti garanzie sotto l’aspetto fisico-atletico. Poi ci servono urgentemente due difensori: un esterno e un centrale. Marco Palestra, un prestito che si è rivelato particolarmente fortunato, purtroppo ha levato le tende: per tutta la stagione ha letteralmente arato la fascia destra. Ora abbiamo bisogno di un sostituto più o meno di pari livello. E poi non sappiamo se Yerry Mina resterà; in ogni caso è necessario affiancargli un centrale valido e possibilmente esperto.
Insomma, il messaggio è uno solo: Giulini deve mettere mano al portafogli. Non possiamo continuare a soffrire tutti gli anni: il tanto auspicato salto di qualità a questo punto è irrimandabile. Il Cagliari è una squadra che deve stazionare stabilmente da metà classifica in su, magari strizzando l’occhio a un piazzamento in Conference League: se lo meritano tutti, dai giocatori ai tifosi allo staff tecnico. E poi lottare sempre per non retrocedere è estremamente rischioso: se dovessimo finire in serie B ci troveremmo in guai seri, con o senza il nuovo stadio.”
