Latte Dolce, Fresu: "Stagione positiva. Va dato grande merito a Fini e al suo staff"

Latte Dolce, Fresu: "Stagione positiva. Va dato grande merito a Fini e al suo staff"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 19:45Le altre sarde
di Paola Pascalis

Il Sassari Calcio Latte Dolce, dopo il pareggio contro il Budoni, ha chiuso la sua stagione al sesto posto in classifica a quota 48 punti, a due sole lunghezze dai playoff. Conclusa l’annata il Presidente Roberto Fresu è intervenuto sui canali ufficiali del club per parlare di giovani, programmazione e crescita, elementi importantissimi per il sodalizio sassarese.

Presidente, che stagione è stata per il Sassari Calcio Latte Dolce?      

“È stata una stagione positiva. Abbiamo sfiorato i playoff e chiuso al sesto posto, ma soprattutto abbiamo dato continuità al nostro progetto, basato sulla crescita dei giovani e su una programmazione chiara”.

Avete confermato mister Fini a inizio stagione: una scelta importante per creare continuità

“Sì, abbiamo deciso di proseguire con mister Michele Fini perché credevamo nel lavoro iniziato negli ultimi mesi della scorsa stagione. Il suo carisma e la sua professionalità ci avevano convinto che fosse la persona giusta. È stata una scelta convinta e i risultati ci hanno dato ragione. Va dato grande merito a mister Fini e al suo eccellente staff: hanno lavorato con serietà, facendo crescere i ragazzi e costruendo un gruppo unito e competitivo. Il mister è una figura equilibrata: mantenendo la serenità in panchina, riesce farsi sentire e trasmettere le sue idee alla squadra”.

Una squadra molto giovane: scelta coraggiosa? 

“Sicuramente sì. Abbiamo costruito una rosa giovanissima, assumendoci dei rischi. Non era scontato essere competitivi da subito, ma i ragazzi hanno risposto bene e sono cresciuti durante tutta la stagione, partita dopo partita. In questo percorso è stato importante anche il contributo di Daniele Bianchi, in passato anche nostro ex giocatore, che con il suo supporto nell’analisi dei dati applicati al calcio rappresenta oggi una risorsa preziosa per noi nel trovare profili adatti al nostro progetto”.

Quanto è stato importante avere giocatori esperti nello spogliatoio?  

“Fondamentale. Il capitano Cabeccia è stato un punto di riferimento per tutti, dentro e fuori dal campo. La sua esperienza ha aiutato i più giovani a crescere e a mantenere equilibrio nei momenti più delicati”.

C’è un momento che rappresenta meglio di altri la vostra stagione?  

“Sì, l’ultima partita contro il Budoni. Siamo scesi in campo con dieci undicesimi di fuoriquota: è una fotografia chiara della nostra filosofia e del percorso che abbiamo intrapreso. Va sottolineato anche il coraggio del mister nel presentarsi con una formazione così giovane. È chiaro che, se la salvezza fosse arrivata con diverse giornate di anticipo, avremmo potuto vedere ancora più ragazzi del nostro settore giovanile trovare spazio”.   

Che segnali arrivano dai giovani? 

“Segnali molto positivi. Proprio nell’incontro con il Budoni ho visto cose interessanti con i ragazzi in campo e questo ci dà ancora più fiducia per il futuro e per la crescita del progetto”.

Adesso che succede?

“Adesso è il momento di riposare dopo una stagione intensa. Poi ci siederemo e valuteremo con calma il futuro, sempre con grande attenzione alla programmazione”.

E dal Settore Giovanile cosa vi aspettate?

“Abbiamo delle buone individualità che verranno aggregate al ritiro della prima squadra. È un passaggio naturale del nostro progetto, ma dobbiamo essere ancora più bravi a individuare nuovi talenti qui in Sardegna. In questo campionato, grazie alla presenza di più squadre sarde, sono emersi diversi giocatori interessanti. Dobbiamo essere bravi a individuarli anche nei campionati minori e avere il coraggio di scommettere su di loro. Non dimentichiamo che a Sassari abbiamo una realtà professionistica come la Torres: deve essere un punto di riferimento, il primo passaggio per accompagnare i ragazzi verso il calcio professionistico”.

Il movimento calcistico sardo è in crescita…      
           
“Sì, il movimento sta crescendo. La prossima stagione di Serie D ci vedrà ai nastri di partenza con un’altra realtà importante del territorio come l’Ossese, che approda per la prima volta in categoria: ci saranno sicuramente belle sfide. Attendiamo anche gli sviluppi del playout dell’Olbia in casa dell’Ischia, così come il percorso del Tempio e dell’Ilvamaddalena nei playoff di Eccellenza. Se tutto dovesse andare nel verso giusto, potremmo ritrovarci nella prossima stagione con sei o sette squadre sarde in Serie D. Questo darebbe ancora più forza a tutto il sistema calcio regionale anche a livello federale”.