Abodi su Malagò: "Vedo la volontà di fare cose indispensabili"

Abodi su Malagò: "Vedo la volontà di fare cose indispensabili"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 12:45News
di Giorgia Zuddas
Andrea Abodi ha commentato l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, soffermandosi anche sul futuro del calcio italiano, sullo ius soli sportivo e sulle priorità del movimento.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è intervenuto a margine della presentazione del Bando Oratori 2026, soffermandosi su diversi temi legati al calcio italiano. Tra gli argomenti affrontati, l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, il futuro del movimento calcistico e alcune questioni legate allo sviluppo del settore. Di seguito quanto riportato dalla redazione di TMW.

Giovedì sera incontrerà Malagò. Di cosa parlerete?

"È normale che il ministro chiami il presidente eletto, è una forma di rispetto assoluta e naturale. Ci vediamo giovedì, a fine giornata: io ascolterò soprattutto, perché non ho avuto modo di farlo prima, il programma e le sue priorità. Sentirò quello che verrà richiesto, anche se conosco molto bene il tema: le cose che mi dirà sono quelle di cui parliamo da 16 anni".

Che mandato immagina?

"Vedo una volontà di utilizzare il ruolo per fare cose indispensabili. Credo sia il tempo di passare dalle parole ai fatti, vediamo se ci saranno le condizioni: da parte nostra ci sono sempre state, mi auguro che il primo passo possa farlo il sistema calcio".

Dello ius soli sportivo cosa pensa?

"Io penso che i giovani italiani, anche di seconda o terza generazione, possano giocare. Mi auguro che chi dimostra di avere talento possa avere spazio".

Nuovo presidente, vecchio consiglio federale...

"Non mi interessa tanto giudicare quello che ognuno può giudicare. Io credo sia fondamentale quello che succederà nei fatti concreti: non è più il tempo di parole, cercherò di informare meglio sui provvedimenti di governo perché ho l'impressione che l'assemblea non li sappia. Poi mi interessa costruire valore, lo dobbiamo agli appassionati di calcio. A volte si trascura il fatto che, senza la gente, il calcio non sia niente. Il personalismo non si supera con i personalismi".

Le componenti sono insorte per l'1% di mutualità dirottato alla Serie A Women?

"È suggestivo. Non metto mai in concorrenza le priorità, credo fosse opportuno riconoscere al sistema professionistico femminile quello che si dice ma non si fa. Andava fatto quando è stato riconosciuto il professionismo alle donne, perché altrimenti era solo propaganda".