Cagliari, Giuseppe Boi analizza il ko di Monza con Virgilio Perra: "Modulo e tattica non sono la stessa cosa"

Cagliari, Giuseppe Boi analizza il ko di Monza con Virgilio Perra: "Modulo e tattica non sono la stessa cosa"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:00News
di Antonio Pinna
Giuseppe Boi analizza la sconfitta del Cagliari contro il Monza, soffermandosi sulle differenze tra modulo e tattica, sull'atteggiamento della squadra e sulle difficoltà della difesa rossoblù quando gioca a campo aperto.

Giuseppe Boi, attraverso i suoi canali social, ha analizzato la sconfitta del Cagliari contro il Monza, soffermandosi sulle differenze tra modulo e atteggiamento tattico. Riprendendo le considerazioni di Virgilio Perra, ha evidenziato come il problema della squadra di Fabio Pisacane non sia stato il passaggio al 4-3-3, ma il cambiamento nell'interpretazione della partita, con una difesa più alta e maggiori spazi concessi agli avversari. 

Le parole del giornalista

"MODULO O TATTICA?  È un concetto complesso e noi giornalisti tendiamo a usare i termini come sinonimi. Ma modulo e tattica non sono la stessa cosa. Il primo è la fotografia della posizione dei reparti sulla carta. La seconda è come si sviluppano il possesso e il pressing, si coprono gli spazi, si reagisce nelle transizioni negative (la perdita dellla palla). «A Monza il problema non è stato il cambio modulo, il 433 o le 2 punte di ruolo dal 1’ minuto – è l’esordio di Virgilio Perra nella chiacchierata a mente fredda il giorno dopo la partita –, ma il fatto che è cambiato l’atteggiamento tattico». Un cambio visibile a caldo dagli spalti del Brianteo, ma che è confermato tanto dall’allenatore con patentino Uefa Pro quanto dai dati.



«A Parma abbiamo giocato sulla falsariga di Monza», ha affermato Pisacane. Impossibile fare un confronto diretto sui moduli: il 433 di Monza è un inedito. Confrontando però le posizioni medie del Cagliari al Tardini e al Brianteo si nota come il Cagliari abbia giocato molto più in avanti. Tracciando una linea tra il difensore centrale più “alto” nelle due partite (immagine 1) si nota come Deiola (numero 14) a Parma giocasse molto più arretrato rispetto a Mina (26) a Monza, tanto che quest’ultimo ha occupato, di fatto, la stessa posizione media di Winks (6) e Romano (4).

«Ci sono vari tipi di 433: dipende dalle funzioni e compiti che dai ai giocatori. Se tieni bloccati i 4 dietro, come il Cagliari ha sempre fatto, è tutto un altro modo di giocare», spiega Perra sottolineando come «a Monza i difensori salissero, in particolare gli esterni. Tant'è vero che nel primo gol Obert era alto, molto più alto di Maldini, e chiaramente poi non è riuscito a recuperare». Anche questa affermazione trova riscontro nei dati. Obert (imm.2) a Parma, di fatto, non va mai oltre la metà campo, mentre a Monza è spessissimo sulla trequarti. Anche più di Maldini (imm.3) che invece a Monza giocava da ala sinistra pura.

«Il Cagliari a Monza si è aperto troppo e i problemi sono emersi perché non riesce a difendere a campo aperto. La difesa rossoblù è lenta e, giocando alti, Mina e Rodriguez sono in difficoltà», conclude Perra".