Canzi: "Il futuro del calcio femminile passa dalla sostenibilità"
In occasione dello Sport Summit tenutosi a Cagliari, Max Canzi, nuovo direttore del settore giovanile del Cagliari, ha affrontato il tema della crescita del calcio femminile in Italia, soffermandosi sui progressi compiuti negli ultimi anni e sulle sfide ancora da affrontare. Secondo Canzi, uno dei momenti decisivi per lo sviluppo del movimento è stato rappresentato dal Coppa del Mondo FIFA Femminile 2019, che ha contribuito ad aumentare notevolmente l'attenzione mediatica: "Con il Mondiale sono arrivate le televisioni che hanno dato questa grande visibilità e di conseguenza c'è stata poi questa accelerazione verso il professionismo".
Il professionismo e le sue conseguenze
Nel suo intervento, Canzi ha evidenziato come il passaggio al professionismo rappresenti un traguardo importante ma non sufficiente a garantire da solo la crescita dell'intero sistema: "Però in questo momento è la punta dell'iceberg perché solo 12 squadre di serie A hanno calciatrici, allenatrici e allenatori che sono tesserati come professionisti e tutto quello che c'è sotto rimane come un condimento".
Il dirigente rossoblù ha sottolineato l'importanza di continuare a investire affinché i benefici del professionismo possano estendersi a tutto il movimento.
"Ben venga il mondiale del 2019, ben venga il professionismo, però dobbiamo lavorare tutti per far sì che non rimanga solo una piccola élite".
Il tema della sostenibilità
Canzi ha poi posto l'accento sulle difficoltà economiche che molte società hanno dovuto affrontare dopo l'introduzione del professionismo: "C'è un fronte di società che si sono trovate da un giorno all'altro quando c'è stato il professionismo ad avere un costo aziendale raddoppiato immediatamente, per cui dando gli stessi stipendi alle giocatrici si sono trovate ad avere il doppio dei costi. Finalmente anche le calciatrici hanno avuto la possibilità di avere contributi, di avere assistenza sanitaria, di avere un giorno una pensione".
Guardare oltre la Serie A
Nella parte finale del suo intervento, Canzi ha ribadito la necessità di costruire un modello economicamente sostenibile, non limitato esclusivamente alla massima serie: "Dobbiamo pensare che poi tutto questo è veramente la punta dell'iceberg perché c'è tutto un mondo sotto. Bisogna lavorare sulla sostenibilità perché in questo momento anche la serie A è sostenibile perché a fronte dei costi molto alti ci sono pochi ricavi quindi solo società che hanno alle spalle squadre maschili di alto livello e possono permetterselo e le altre non hanno la possibilità di completarlo quindi bisogna lavorare tanto".
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