Giorgia Rossi: "Il diverbio tra Spalletti e Pisacane non mi è piaciuto". E sulla Juventus: "Non incute più timore come un tempo"
Nel corso del nuovo format del Corriere dello Sport "Appunti di Telecronaca" condotto da Riccardo Mancini e pubblicato sul canale YouTube della testata, la giornalista Giorgia Rossi ha analizzato il momento della Juventus, soffermandosi anche sul pareggio per 1-1 contro il Cagliari e sulle tensioni che hanno caratterizzato il finale della sfida dell'Unipol Domus. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Giorgia Rossi: "La Juventus non incute più timore come un tempo"
Uno dei temi affrontati riguarda la perdita di autorevolezza della formazione bianconera, che negli ultimi anni ha incontrato crescenti difficoltà nell'imporsi sugli avversari: "La sensazione è un po' questa, che la Juventus non incuta più timore come un tempo. C'è stata questa questione Yerry Mina con il Cagliari e sicuramente tutto si è un po' amplificato".
La giornalista ha quindi allargato la riflessione al percorso recente della Vecchia Signora: "Ormai è da diverso tempo che non è più la Juventus che riesce comunque a farsi rispettare ancor prima di scendere in campo". Rossi ha inoltre richiamato l'esempio del Como di Cesc Fabregas, sottolineando come i lariani siano riusciti a conquistare uno status che porta gli avversari a rispettarli, sia in Italia sia in Europa.
Spalletti-Pisacane, le considerazioni sul diverbio
Nel corso della discussione è stato affrontato anche il comportamento di Luciano Spalletti, con particolare riferimento al confronto avuto con Fabio Pisacane nel finale della partita di Cagliari: "Forse a livello comunicativo ogni tanto è andato un po' oltre le righe. Anche il diverbio con Pisacane non mi è piaciuto".
Il ragionamento si è poi concentrato sull'importanza del rapporto tra l'allenatore e i calciatori, aspetto che aveva rappresentato uno dei punti di forza del tecnico toscano nelle sue precedenti esperienze: "Vorrei rivedere quel Luciano Spalletti entrare in sintonia, toccare le corde giuste come faceva un tempo, perché dobbiamo ricordarci che alla Roma, al Napoli, ha fatto delle cose veramente incredibili. Tatticamente è un signor allenatore".
