Viviano difende Esposito: "Ha ragione al 300%, avrei fatto anche peggio. Il Cagliari si è messo al riparo davanti ai tifosi"
L’ex portiere Emiliano Viviano, intervenuto ai microfoni di Arena Sportium.fun, ha preso una posizione netta sul caso che vede contrapposti Sebastiano Esposito e il Cagliari. Secondo la sua ricostruzione, l’attaccante non avrebbe potuto raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti a causa dei vincoli contrattuali. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Conosco bene la situazione ed è una roba che mi fa avvelenare. Qualsiasi cosa sia successa, qui può parlare la società, mentre il giocatore non può farlo. Questa è una cosa che mi manda completamente fuori di testa".
Viviano ha spiegato che l’intervento del procuratore avrebbe finito per alimentare ulteriormente la reazione dei sostenitori rossoblù: "Quello che sappiamo è il comunicato della società. Se parla il procuratore, vai ancora più sui nervi ai tifosi, perché loro non sanno che il giocatore non può parlare. Io dico che Esposito ha ragione al 300%, non al 100%. Gli avrei fatto anche peggio".
L’ex estremo difensore ha poi criticato i giudizi espressi nei confronti del calciatore prima di conoscere tutti i dettagli della vicenda: "Ormai è stato dichiarato colpevole. Leggo commenti di persone che scrivono: ‘Vattene via, hai disonorato la maglia, fai il fenomeno e non tornare più’. C’è anche gente che gli augura la rottura del crociato senza sapere minimamente come siano andate le cose".
"È stato Esposito a chiedere di rimanere"
Viviano ha quindi contestato la versione secondo cui la rottura sarebbe nata esclusivamente dalla richiesta di un aumento dell’ingaggio dopo una buona stagione: "Il concetto che è passato è che abbia chiesto più soldi perché ha disputato una buona stagione. Non è così. Quello che ha chiesto di rimanere questa estate è stato lui, mentre la società voleva venderlo. Se tu chiedi 30 milioni per me, significa che ritieni che io valga 30 milioni. Di conseguenza devo anche guadagnare come un giocatore valutato 30 milioni, giusto?".
Infine, Viviano ha fornito la propria ricostruzione di quanto sarebbe accaduto prima dell’amichevole in Germania contro l'Union Berlino: "Se mentre sto trattando il rinnovo ci sono alcune squadre che mi vogliono e mi viene detto: ‘È meglio che tu non venga all’amichevole in Germania, resta a casa’, come è possibile che il giorno dopo venga pubblicato un comunicato nel quale si dice che non mi sono presentato?".
Secondo l’ex portiere, la gestione pubblica della vicenda avrebbe inoltre consentito alla società rossoblù di preparare il terreno per una possibile cessione: "Tutto questo casino viene fatto perché, se poi lo vendono, davanti ai tifosi possono dire che è stato il giocatore a creare il problema. In questo modo si sono messi al riparo".
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