Accardi: "Emozioni infinite. Stiamo trattando un 2007 dall'Inghilterra. Prati e Luvumbo..."
11.00 - Ben ritrovati amici e amiche di TuttoCagliari.net, tra pochissimo alla Manifattura Tabacchi si terrà la conferenza stampa congiunta di presentazione del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e del nuovo responsabile tecnico del settore giovanile e del settore femminile Max Canzi. La redazione di TuttoCagliari è già sul posto ed è pronta a riportarvi qui in diretta tutte le parole di Pietro Accardi: segui la conferenza con noi!
11.30 - Mancano pochi minuti all'inizio della conferenza stampa
Parla Giulini. Mi fa piacere oggi essere qui insieme al direttore Accardi e Canzi. Siamo in un percorso di ringiovanimento della squadra che quest'anno ha avuto dei risultati importanti a livello di settore giovanile e di prima squadra. Vogliamo portare avanti questa filosofia e vogliamo ulteriormente migliorare. Migliorare la performance, usare le nuove tecnologie e poi c'è bisogno anche di cercare nuove professionalità e nuovi professionisti per accompagnarti in questo percorso. Accolgo il direttore Accardi, che ha una lunga esperienza con i giovani talenti, e mi fa piacere dare il bentornato a Canzi. Sono due figure indispendabili che ci permettono di proseguire in questo percorso e continuare l'unione tra prima squadra e settore giovanile. Mi fa piacere il ritorno di Max, il fatto che Pietro abbia scelto di collaborare con Roberto Muzzi. Credo che le figure di Max e Roberto possano essere di grande aiuto per la società.
Angelozzi? E' stato un anno soddisfacente, con una gestione complicata. La sua esperienza è stata molto utile al mister Pisacane nei primi mesi e ci ha permesso di fare arrivare giocatori importanti e non posso che ringraziarlo.
Parla Accardi. Ho avuto la fortuna di vivere il Cagliari tante volte da avversario ed è sempre stato un posto molto ostico per le squadre che venivano a giocarci contro. Il senso di appartenenza che ti dà questo posto è molto forte. Chi lavora, chi indossa la maglia del Cagliari deve in primis sentire questo senso di appartenenza. Ne approfitto per ringraziare il presidente per avermi scelto. Tra i candidati volevo essere io e lo ringrazio. Per il mercato abbiamo le idee chiare. Inutile parlare di nomi o ruoli, è molto presto. Ci confrontiamo con il mister e il nostro obiettivo è alzare il livello della squadra che ha già una buona base di partenza.
Giulini. La scelta di Accardi? Sono rimasto molto legato a Marcello Carli e Pietro è cresciuto con Marcello e mi sono sentito anche con lui. Dei giovani che reputo forti e bravi era l'unico libero ed era anche più semplice contattarlo e farlo venire. Dopo l'operazione Barella, l'operazione più importante è stata quella di Vicario sia per l'Empoli che per il Cagliari, considerata la sua cessione importante al Tottenham. So quanto negozialmente sia un profilo tondo e preparato.
Accardi. Per le linee guida, noi abbiamo perso dei giocatori che erano in prestito e abbiamo deciso di non esercitare il diritto di riscatto e quei ruoli andranno coperti. Per quanto riguarda il modello che il presidente Giulini vuole sempre di più creare, credo che oggi sia importante e imprescindibile per le società. Ho avuto la fortuna di formarmi ad Empoli, dove il fiore all'occhiello è sempre stato il settore giovanile in cui l'obiettivo era inserire il più pronto per costruire la squadra. Essere a stretto contatto con il settore giovanile, avere un diretto contatto con Max e non solo. Lavoriamo tutti per il bene comune che si chiama Cagliari Calcio.
Giulini. Nuovi soci sono interessati solo allo stadio o ci sarà investimento anche sulla sessione di mercato? Non posso che ringraziarli perché sono entrati quest'anno nel club, dando una prospettiva di ulteriore crescita. Io ho la responsabilità di migliorare il club e quello che ho imparato è che si migliora dalle fondamenta. Il vostro lavoro è parlare di calciomercato, però alla fine mi sono reso conto che i punti li portano l'organizzazione societarie, migliorare le infrastrutture e lavorare con professionisti sempre più preparati. Ogni anno tutto si deve evolvere. La mia responsabilità verso i nuovi investitori è quello di lasciargli un club moderno, con professionisti che stanno al passo. Oggi sono estremamente felice di essere qui. Max lo conosco da decenni, già all'epoca lo avrei voluto in quel ruolo, poi fu lui a consigliarmi Mario Beretta. E' una persona che stimo veramente tanto e che credo potrà essere fondamentale, sia che ci sia ancora Giulini tra cinque anni o un altro. Magari in questi 5 anni arriverà anche un progetto femminile più importanti, ma questi sono temi che discuterete con lui. Lo stesso riguarda il direttore Accardi. Tutto il suo periodo a Empoli, con la Sampdoria si è creato un percorso. Non ci sono tanti direttori sportivi giovani bravi, se ho la fortuna di essere qui vicino a Pietro è perché ha fallito alla Sampdoria. Per me è importante proseguire questo percorso per migliorarci ancora di più. Questi due signori al mio fianco ci aiuteranno a riempirle al 60% in questa prima stagione. Siamo consapevoli che questo percorso è solo agli inizi. Se continuiamo a lavorarci con coerenza, inserendo professionisti di alto livello, penso che possiamo solo migliorare. Me lo chiedono anche gli investitori. Il mercato sarà coerente, ma di gente che ha fame, che ha voglia. Gente da Cagliari e non magari nomi.
Accardi. Cagliari opportunità di riscatto dopo la Sampdoria? Io credo che nella vita e io sono un esempio di come funzionano, fai 99 cose giuste e tutti si ricordano la cosa sbagliata. Ho chiaro cosa è stato il percorso mio fino ad oggi. Se vuoi crescere, devi cadere. E' lì che avviene il processo di crescita. Quando si cade si rimane soli. E quando rimani solo è lì che inizia il lavoro introspettivo. E' accaduto per me, accade per gli allenatori, per i giocatori. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto perché ci credevo. Se oggi ho l'opportunità di rappresentare il Cagliari so il peso e la responsabilità che ho. Metterò tutto me stesso, anche in virtù degli errori che ho fatto in passato.
Giulini. Credo che durante la mia gestione è la prima volta che facciamo un contratto triennale al direttore sportivo, a Muzzi ed eventualmente lo faremo anche ad altri del suo staff. C'è un ragionamento non di corta durata con il direttore Accardi.
Accardi. Dossena e Belotti? Belotti non lo scopro di certo io, come Dossena. Belotti ha avuto la sfortuna di farsi male. Oggi siamo ancora in una fase di valutazione per quanto riguarda lui. Per Dossena, stiamo valutando altri giocatori. Al momento confermarlo non è nelle nostre idee
Giulini. Questione stadio? Ci tengo ad approfondire la risposta. Come probabilmente sapete per tanti anni questo progetto è passato al vaglio di tanti, probabilmente anche troppi. Ci sono tanti enti che devono vagliare tutto. Di tutto questo percorso dove abbiamo trovato tanti ostacoli, abbiamo dovuto varie volte rivedere il progetto anche per motivi futili, in tutto questo percorso si è parlato anche poco. L'opinione pubblica non era al corrente degli ostacoli affrontati. Alla fine siamo arrivati a questa conferenza dei servizi decisoria. Quando si è cominciato a parlare di milioni, allora ha iniziato a riempire le pagine dei giornali. Ma di denaro si parla da meno di un anno. Da quando abbiamo presentato il PEF, da quando non c'era più il percorso tecnico degli enti. Oggi non siamo lontani e credo che i tempi che l'amministrazione comunale ha prospettato, andare con il progetto entro giugno e bandire la gara entro luglio, non siano impossibili da rispettare. Penso che sia normale quando un progetto così importante passa al vaglio di vari validatori possa subire dei ritardi. Questi 10 anni ne abbiamo passati 6-7 a rivedere gli aspetti tecnici. Perdere due mesi per gli aspetti economico finanziari, credo sia l'ultimo dei problemi rispetto al percorso di cui si è parlato poco e che ha richiesto quasi 10 anni. Ho voluto dare un quadro un po' più ampio. Ora siamo in dirittura d'arrivo, quello che non è normale è quello che è successo in questi 10 anni precedenti. Se il governo non fa qualcosa, il percorso per il calcio italiano diventa sempre più complicato. Eravamo un calcio importante, ora rischiamo di finire dietro a molti altri. La Francia nel 2016 ha ospitato da sola l'Europeo. Quando li ha ottenuti nel 2011 la Francia ne ha finanziati 7 con fondi pubblici e 2 con partenariati pubblici e privati. Gli altri sono stati interamente pubblici. Mi auguro di ospitare gli Europei a Cagliari nel 2032, ma mi auguro che ci riesca l'Italia. A oggi c'è solo lo Juventus Stadium.
Accardi. Caprile, Gaetano, Obert, Esposito sono incedibili? Al momento non abbiamo ricevuto nessuna offerta per nessun calciatore. Ma l'idea nostra è di mantenere lo zoccolo duro. La nostra volontà è questa, ma ci vuole anche l'altra volontà. Purtroppo a volte il mercato sconfessa quello che oggi diciamo. La nostra volontà è quella di confermare lo zoccolo duro e aggiungere.
Giulini. Segnale di programmazione e saldatura con gli investitori? Sui giovani quello che mi fa piacere dire è che poi in Italia fino ai 24-25 anni sembra che siano tutti giovani. In realtà giocatori come Esposito e Gaetano che da noi sono esplosi lo scorso anno, sono giocatori che ai miei occhi sono giocatori esperti. Secondo me dobbiamo anche noi rivedere la nostra definizione di giovani. Il direttore Carta e il direttore Accardi stanno lavorando per un 2007 che arriva dall'Inghilterra. Pensavo si parlasse per la Primavera, ma sono ragazzi che in realtà vengono perché pensano di venire a giocare in prima squadra. All'estero è cambiato il calcio. Dobbiamo rivedere tutto questo e noi lo stiamo provando a fare, cercando di valutare quella che è la situazione. C'è una forte volontà da parte loro di programmare, entrambi hanno fatto una call con Maurizio. C'è una volontà di programmare da parte di tutti. Dobbiamo avere la lucidità di coltivare questa fortuna e proseguire in un percorso che ci ha reso più appetibile davanti ai giovani. Ogni giorno il direttore mi dice un nome nuovo. Siamo una società appetibile per i giovani per crescere. Dobbiamo essere bravi a rimanerlo e a scegliere i giovani giusti, i giovani che hanno l'umiltà di crescere. Che non si vede Cagliari come una piazza dove venire un anno e andarsene. Penso che a tutti faccia piacere vedere Palestra con la maglia del Cagliari su tutti i giornali. A me non fa piacere, non fa piacere poter costruire un percorso. Non è il modo in cui vorremmo lavorare.
Accardi. Pisacane? Credo che oggi ancora più rispetto a prima l'allenatore all'interno di una società è fondamentale. I ragazzi hanno bisogno di tutto e di più, di essere incoraggiati e migliorati. E' normale che all'interno di una società l'allenatore è al centro del progetto. Abbiamo la fortuna di non avere questo problema, abbiamo un allenatore molto bravo e in gamba che da esordiete si è ritagliato uno spazio importante. Sa benissimo che quest'anno il livello di quest'anno aumenterà ancora di più. Non mi sostituisco all'allenatore, ho molto rispetto dei ruoli. Sono lì con lui e sarò di supporto a lui e alla squadra. Gli ho detto che non sono né davanti né dietro. Io sono al tuo fianco.
Giulini. Sono molto felice di essere qui e avere l'onore e il privilegio di essere il presidente del Cagliari. Veniamo da tre stagioni in cui abbiamo piano piano costruito qualcosa. Credo che ciò che abbiamo fatto l'anno scorso sia stato qualcosa di straordinario e adesso dobbiamo stare attenti. Ho avuto la fortuna nella mia vita di poter sempre scegliere. Dopo la retrocessione di Venezia c'è stato un pensiero negativo, la voglia di abbandonare. Da lì poi dopo qualche settimana si è deciso di ripartire e costruire. Stiamo cercando di proiettarci nel futuro e migliorarci sempre di più. Finché ci sarà questa voglia e questa possibilità, conta poco che resti uno, due tre anni. L'importante è che si facciano le cose sensate. Spero di rimanere il più possibile.4
Accardi. Linea giovani italiani? La linea è quella di continuare ad investire sui giovani e non solo. Per far crescere i giovani abbiamo bisogno anche di quei giocatori esperti, sani e nel trasmettere anche ai giocatori certi valori. Per quanto riguarda se italiani o stranieri, è vero che il Cagliari ha avuto una percentuale alta di italiani, ma noi siamo attenti alle opportunità di mercato. Abbiamo l'opportunità di poter prendere questo 2007 e non vogliamo farcelo scappare.
Giulini. L'unica cosa che ho condiviso con il direttore e con il mister è che oggi noi a centrocampo siamo un po' corti. Sia qualitativamente che quantitavimente. Magari più la prima che la seconda. Spero che a inizio preparazione sia un reparto che venga un po' rimpolpato
Accardi. Credo che il presidente abbia già risposto. Rosa corposa e numerosa? No. Vogliamo fare una rosa giusta, che è quello che ci ha richiesto il Mister. Per i ruoli da ricoprire, laddove abbiamo già perso i giocatori non riscattati, a centrocampo siamo un po' corti e ci stiamo concentrando su questo reparto per poter dare al mister prima possibile la possibilità di poterci lavorare.
Giulini. Unipol Domus? Era uno stadio provvisorio costruito per 4-5 stagioni, non come quelle attuali. Chiaro che si porta dietro anche dei costi. In realtà quello che più da fastidio è che in questi anni avremmo potuto alzare anche le curve di 2mila posti, che ci avrebbe portato più ricavi, più spettatori, più diritti tv. Se avessimo saputo fin dall'inizio che ci dovevamo rimanere 10-15 anni, avremmo ampliato. Questa è la cosa che più pesa sul bilancio del club. Certamente quello che speriamo, sul femminile lo ha già detto prima il direttore Canzi, speriamo che si possa aumentare il movimento e magari fare anche una Serie A femminile. Se pensi ad un Cagliari, quel campo è ideale. Ieri chiedevo a Max, ma quale squadra ha fatto più spettatori, mi diceva la Roma che ne faceva 2mila. In una realtà con fortissima territorialità come la nostra, potremmo avere la fortuna di avvicinarci ai numeri della Roma. E se così fosse quello stadio sarebbe perfetto per ospitare il calcio femminile. Stessa cosa credo ci possa aiutare a crescere per il campionato primavera. La finale quest'anno è stata tra due squadre che non hanno l'U23. Parma e Fiorentina, come noi, devono spingere per la Primavera. Per me l'obiettivo il prossimo anno è fare i playoff. Un Cagliari primavera che va a fare i playoff e che riesce a far capire a giocatori come Mendy e Raterink che anche il percorso in primavera è importante. Prima era qualcosa di impossibile pensare che un giocatore arrivato per la prima squadra andasse in primavera. Noi vogliamo cambiare ancora di più la mentalità della squadra. C'è sempre più disponibilità per giocare.
Accardi. Prati e Luvumbo? Luvumbo abbiamo 2 trattative in questo momento, una all'estero e una in Italia e le stiamo valutando. Prati farà ritorno da noi, è un patrimonio tecnico e vedremo durante il ritiro se continuerà a far parte del nostro gruppo oppure no. Dipende anche molto da lui.
Giulini. Da cosa dipende il passaggio della proprietà? Sulla presidenza dipende dalla volontà di entrambe le parti. Noi ancora non abbiamo profondamente discusso di quello che sarà il futuro. Sulla presidenza, ad un certo punto ci siederemo nella prossima stagione e bisognerà capire se è qualcosa che andrà avanti o se una delle due parti vorrà cambiare qualcosa. La proprietà che è diversa rispetto alla presidenza, c'è un iter stadio che interessa agli investitori, che è il motivo principale che spinge gli investitori che governa anche quello che può essere il passaggio della società.
Accardi. C'è già una lista di obiettivi? Con il mister abbiamo un rapporto quotidiano. La prima parte l'ho dedicata a lui, siamo stati tanto tempo insieme e ho potuto conoscere più persone possibili. Conoscere più persone, farsi vedere, parlare e capire i loro pensieri, ma è chiaro che il mister ha sempre avuto la priorità. Abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare e su che giocatori prendere, perché è importante non sbagliare le caratteristiche.
Termina la conferenza stampa
