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ESCLUSIVA TC - GIGI MAIFREDI: "Il Cagliari, considerando com'era partito, ha compiuto un piccolo miracolo. Ranieri tecnico affidabile e concreto; magari non troppo fantasioso, ma sa condurre la barca in porto. Ora punterei su Baroni"

ESCLUSIVA TC - GIGI MAIFREDI: "Il Cagliari, considerando com'era partito, ha compiuto un piccolo miracolo. Ranieri tecnico affidabile e concreto; magari non troppo fantasioso, ma sa condurre la barca in porto. Ora punterei su Baroni"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
mercoledì 29 maggio 2024, 20:00Primo piano
di Matteo Bordiga

Il suo Bologna di fine anni Ottanta divertiva e faceva spellare le mani al suo pubblico, propugnando un calcio offensivo decisamente avveniristico per l’epoca. La successiva esperienza alla Juventus, invece, non andò esattamente come Gigi Maifredi – tecnico amante del bel calcio che si concede anche all’estetica – avrebbe sperato.

A distanza di tanti anni Maifredi osserva ancora con attenzione e con passione le vicende del calcio nostrano. Ivi comprese le peripezie del secondo Cagliari ranieriano, giunto alla salvezza dopo un percorso a dir poco tortuoso.

Gigi, il Cagliari si è salvato con una sola lunghezza di margine sul diciottesimo posto. A suo avviso è un risultato soddisfacente o si poteva fare qualcosa di più?

“No, secondo me c’è da essere contenti. Quest’anno per il Cagliari – visto come era iniziato il campionato –raggiungere la salvezza equivaleva praticamente a vincere lo scudetto. Sia i giocatori che lo staff tecnico hanno fatto tutto quello che dovevano fare per potersi presentare ai nastri di partenza della serie A l’anno venturo. E la salvezza è stata il coronamento ai tantissimi sacrifici che hanno compiuto in un’annata difficile e travagliata.”

In molti hanno dipinto la salvezza rossoblù come un’autentica impresa, una sorta di miracolo. È davvero così o forse si tratta di una narrazione eccessivamente enfatica e dal retrogusto vagamente retorico, considerando il valore dell’organico del Cagliari?

“Io dico che la verità sta nel mezzo. La squadra poteva senz’altro fare qualcosa in più, ma d’altre parte non sempre le annate seguono un canovaccio prestabilito e prevedibile. Il Cagliari è partito molto male e poi è stato bravo a recuperare il terreno perduto. Per cui possiamo arrivare a sostenere che, in fin dei conti, abbia compiuto un piccolo miracolo.”

Claudio Ranieri ha lasciato la Sardegna e, forse, il calcio. Come descriverebbe in poche parole la carriera e il profilo personale di un personaggio come il tecnico di Testaccio?

“Ranieri è stato un tecnico concreto e affidabile. Magari non avrà avuto la fantasia e l’inventiva dei grandi strateghi del calcio, ma ha sempre cercato di tirare fuori il meglio da ogni singola squadra che ha allenato nel corso della sua carriera. E direi che, alla fine, pure quest’anno c’è riuscito: a un certo punto della stagione pensare di salvare il Cagliari poteva sembrare davvero complicato. Invece la sua capacità di distaccarsi mentalmente dai pericoli e dalle negatività l’ha aiutato a condurre la barca in porto.”

La compagine sarda ha raccolto molti più punti in casa che in trasferta. Come mai, secondo lei, lontano dall’Unipol Domus Nandez e compagni non riuscivano proprio a esprimersi?

“Diciamo intanto che la mancanza di risultati nelle gare esterne ha spinto i giocatori a farsi trovare sempre - e a maggior ragione - sul pezzo nelle partite casalinghe. Poi i rossoblù hanno potuto fare affidamento sulla spinta di un’intera regione, che li sosteneva e li incitava anche quando tutto sembrava andare a rotoli. Io credo che poche squadre in serie A possano contare su tifosi così calorosi e appassionati come quelli del Cagliari. L’affetto di un pubblico come quello sardo porta i calciatori ad andare oltre i propri limiti.”

Gigi, ora è tempo di pensare al futuro. C’è una squadra da ritoccare e, soprattutto, un nuovo allenatore da ingaggiare. In queste ore circolano i nomi di Juric, Baroni e Dionisi. Lei su chi punterebbe?

“Tra questi tre sceglierei Baroni, che tra l’altro è stato anche un mio giocatore: ha fatto benissimo a Verona e adesso per lui è arrivata l’ora di prendere in mano una squadra di caratura superiore. Non me ne vogliano gli amici veronesi, ma credo che il Cagliari di fatto lo sia. Baroni ha dimostrato di essere un tecnico preparato e di sapersi barcamenare egregiamente nelle difficoltà: quest’anno era tutt’altro che facile salvare il Verona, soprattutto dopo la rivoluzione che la squadra aveva subito nel mercato di gennaio. In quel frangente il tecnico fiorentino è stato bravissimo a far amalgamare e integrare tra di loro giocatori che conosceva poco, e soprattutto a infondergli la convinzione che, nonostante tutte le avversità, avevano realmente la possibilità di salvarsi.”