Garlando: "Esordio Romano? Non basta lanciare i giovani, bisogna metterli nel momento opportuno"
Luigi Garlando è intervenuto ai microfoni del podcast della Gazzetta dello Sport "La Tripletta" ed è tornato sull'esordio di Alessandro Romano con la maglia della Nazionale. Queste le sue parole: "Non ero critico con Romano, ero critico con Mancini che lo ha messo. Non basta lanciare i giovani: quello che dico bisogna metterli nel momento opportuno e nel posto in cui rendono meglio. Paolo Maldini deve esordire in Serie A e Liedholm vuole farlo esordire a San Siro. Legge sui giornali che tutti parlano: "nello stadio del papà Cesare, domenica..." Lui capisce che c'è troppa pressione sul ragazzo e lo tiene in panchina. La settimana dopo a Udine, nel secondo tempo lo chiamo e gli chiede "Dove vuoi giocare a destra o a sinistra?" Come si fa all'oratorio con i bambini, per tenerlo a suo agio. Lui entra. Poi chiaro che Paolo... l'avesse fatto esordire nella finale di Champions, faceva bene lo stesso perché è lui.
Ma un allenatore deve preoccuparsi di questo. Andava a nascondersi dietro ai giocatori, aveva davanti De Bruyne. Era paralizzato, mi è dispiaciuto per lui. Non è che l'ho bastonato, Dobbiamo stare attenti visto che facciamo entrare tanti giovani. Dobbiamo farli entrare quando sono giovani. Abbibamo fatto debuttare Kayode, ma Kayode ha 50 partite in Premier. Ruggeri debuttante viene dalla Premier, dalla Liga, da Gasperini. Sono giovani, ma sono solidi e sono pronti. Non si può buttarli così dico io".
