Langella e il passaggio dalla Torres al Cagliari: "Rifarei quella scelta un milione di volte. Chiuso in casa per tre mesi..."

Langella e il passaggio dalla Torres al Cagliari: "Rifarei quella scelta un milione di volte. Chiuso in casa per tre mesi..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
Ieri alle 23:30Primo piano
di Vittorio Arba

L'ex attaccante del Cagliari, Antonio Langella, intervenuto ai microfoni di "Facci un giro!", podcast condotto da Giampaolo Gaias, ha ricordato il suo passaggio dalla Torres al Cagliari nel marzo 2002. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Nasce tutto dopo la partita in casa dell’anno prima con l’Aquila: mi ricordo finì 2-2. Io feci una doppietta, fu una grande partita, tutta la squadra ma anche mia.
Mi chiamò il direttore De Nicola, che all’epoca il primo anno era stato con noi quando avevamo vinto il campionato. Mi chiamò e mi dice: “Guarda che c’è la possibilità, il Cagliari ti sta seguendo, cosa ne pensi se nel caso?”. Siccome io conoscevo molto bene la rivalità che c’è tra Sassari e Cagliari, però sentire la chiamata di una Serie B del Cagliari che si trovava in Sardegna… mille cose in testa. Dico: “Guardi direttore, vediamo a fine anno se se ne può parlare”. Passa l’anno, arriviamo l’anno dopo in C1: nove gol in C1. Vengono qua a parlarmi: venne Matteoli, venne il direttore De Nicola… però era tutto un po’ campato in aria perché la mia preoccupazione era proprio quella. Dicevo: “Voi sapete qual è il problema? Voi siete stati qua l’anno scorso, sapete l’odio, tra virgolette calcistico, che c’è tra Sassari e Cagliari. Io in questo momento dire sì… non è che ho paura, però mi creerebbe tanti problemi perché so come ragionano qua a Sassari, so com’è la situazione, quindi al momento per me è difficile”. Poi passavano i giorni, mi chiamavano i giornalisti, la mia famiglia… non sapevo. Quindi dicevo: “Va bene, devo decidere per il mio futuro”. A questo punto la Serie B è una Serie B. Vado a giocare a Cagliari che ha sempre fatto la Serie B, quindi comunque era prestata la Serie B… e dicevo: “Ma alla fine, se guardo il mio futuro, il Cagliari magari ritorna in Serie A e per me il sogno di tutti è andare a giocare in Serie A”.

E poi non ero più piccolino. A 24 anni può essere l’ultima chiamata, capito? Quindi nulla, prendo la decisione di dire sì al Cagliari e succede quello che poi è successo a Sassari. A gennaio non vado: non mi fanno andare. Una persona non ha voluto che andassi a Cagliari: era il dirigente della Torres Salvatore Secchi. Non per motivi dirigenziali ma da tifoso della Torres non voleva che io andassi a Cagliari.
Succede tutto il pasticcio… e da lì inizia a rompersi tutto con i tifosi della Torres. Finché a marzo, vista la situazione che c’era a Sassari, Giannicola Montalbano che era dirigente della Torres, con Rinaldo Carta troviamo la soluzione: parliamo col Cagliari, si poteva fare la rescissione di contratto ancora prima dell’anno. Facciamo la rescissione. In quel momento sono andato a Cagliari a marzo: mancavano due mesi di campionato. Scelto da Sonetti perché quell’anno c’era Sonetti a Cagliari, quindi vado a Cagliari. Però ripeto: ho passato tre mesi, da gennaio a marzo prima di andare a Cagliari, infernali a Sassari. Non potevo più uscire, non potevo più camminare per Sassari: la gente si fermava, “vai a Cagliari”, tutti i colori… però passato tutto, ho deciso per il mio futuro e lo rifarei milioni di volte. Avevo ragione e determinate cose mi hanno dato ragione perché poi dopo due anni la Torres è fallita. Quindi non posso per una cosa affettiva in quel momento rovinare la mia carriera. Tornando indietro avrei fatto mille volte la scelta di andare a Cagliari".