Palestra protagonista a MySkills di Dazn: "Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita, lo dico già da ora"

Palestra protagonista a MySkills di Dazn: "Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita, lo dico già da ora"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 13:45Primo piano
di Maria Laura Scifo

Marco Palestra è stato il protagonista della puntata di MySkills, programma realizzato da DAZN. In apertura del servizio, Hernanes gli ha consegnato la nuova carta di FC26: "Adesso possiamo dire che ci siamo dai, non posso lamentarmi. La devo usare un pochino" ha subito commentato la rivelazione dei rossoblù.

Questa è la carta del miglior terzino destro della Serie A. E' una bella carta, vuol dire tanto. Io sono contento così, al di là della carta. E' bello essere riconosciuti da FC come miglior terzino destro della stagione. Gioco? Si, ma non tanto. Ho giocato all'inizio dell'anno e nell'ultimo mesetto un po' di più. Ora che sono uscito così, mi sono comprato (ride ndr)

La fascia è casa tua, c'è una preferenza tra destra e sinistra? Se posso scegliere ti dico a destra, ma anche quando ho giocato a sinistra mi sono sentito a mio agio. Non ho nessun problema a giocare anche lì.

Hai cominciato a centrocampo. Giocavo centrocampista fino all'U16 mi sembra, all'U17 poi erano finiti i terzini sinistri: uno si era infortunato e anche l'altro. Quindi il mister mi mise a sinistra e la prima volta che giocai terzino in allenamento ero arrabbiato. Poi ho giocato il sabato o la domenica, avevo fatto una bella partita. Ho fatto 2-3 partite a sinistra e poi sono stato spostato a destra. Prima di allora non avevo mai giocato terzino. Avevo sempre fatto la mezz'ala, a 11 anni il mediano.

E' una storia bellissima. Ora si dice di non stabilire un ruolo per i bambini. Sono totalmente d'accordo, soprattutto i piccoli devono provare un po' di tutto. L'importante non è la posizione.

Saresti diventato così forte da centrocampista? Secondo me no, poi magari invece si. Mi ricordo quando giocavo da mezz'ala non ero uno che rubava l'occhio.

Che anno è stato? E' stato un anno bellissimo che mi ha cambiato la vita, sono contentissimo. Mi fa un effetto bello. Non ci avrei mai pensato ad inizio anno. 

Ti senti il terzino più forte della Serie A? Mi piacerebbe succedesse ogni anno, vediamo però se ci sarò ancora. Mi sento pronto per il salto? Si, è stato un anno in cui ogni partita mi ha dato fiducia. Mi devo sentire pronto, ogni persona che gioca a calcio deve avere ambizioni che ti portano a diventare un top.

Cosa ti rende speciale? Non mi sento speciale onestamente. 

Secondo me la tua qualità è che sai lavorare con entrambi i piedi. Tu sei destro, come hai fatto con il sinistro? Più usavo il mancino e più sentivo che miglioravo. Poi alcune cose preferisco farle con il sinistro, se punto l'uomo ad esempio. Poi se calcio, lo faccio con il destro. È una cosa naturale. Se gioco a sinistra invece è l'opposto, uso il destro per puntare.

E per calciare? Per il cross è sempre un po' meglio il destro, ma anche con il sinistro ce la faccio. Calciare sì, non calcio male con il sinistro, ma il tiro secondo me è una cosa che posso migliorare tanto.

Cosa ti rimarrà di Cagliari? Cagliari sarà una delle pagine più belle della mia vita, te lo dico già ora. Mi sono sentito amato dai tifosi, supportato tantissimo e ho creato amicizie nello spogliatoio. La città è bellissima e si sta bene. È stata proprio la scelta giusta. Appena vieni qua ti senti accolto, non solo da parte di tutta Cagliari, ma di tutta la Sardegna. Ho fatto la scelta giusta.

Qualcuno ti aveva detto di andarci? I miei ex compagni dell'Atalanta mi hanno detto di andare, che non me ne sarei pentito e possiamo dire che ho fatto bene.

Cosa significa per te l'Atalanta? Ho fatto da quando sono piccolissimo fino all'anno scorso. Ho avuto esperienze bellissime, sono emozioni uniche. Anni bellissimi e sono stato benissimo. Ho solo belle parole per l'Atalanta.

L'Europa League? La medaglia non ce l'ho, ma non me la sento mia. Ho fatto forse neanche 10 minuti. Però è un altro traguardo bellissimo che hanno fatto loro. Ho fatto le trasferte e sono state momenti unici. Ho l'Europa League, ma non me la sento mia. Non ho la medaglia forse perché in finale non sono stato convocato.

Dribbling? Mi piace giocare la partita con il duello, contro il terzino o l'esterno. Mi piace avere un confronto con lui. Quando ho la possibilità, mi piace affrontarlo in 1vs1. Appena posso lo faccio. Il mio dribbling preferito? Mi piace il tunnel. Me ne è uscito qualcuno, ma non è facile. Altrimenti, una cosa che faccio tanto sono le sterzate classiche. Ma quello bello da vedere è il tunnel.

La tua velocità? E' la verità che ero lento. A 15 anni ero considerato il più lento della squadra. Una volta abbiamo fatto un gioco con la squadra e aveva iniziato il nostro portiere. Lui parte scatta e vedo che punta me. Poi finisce il gioco e chiede al portiere perché avesse scelto proprio me, lui ha risposto che era perché ero il più lento della squadra. Quando ho iniziato a fare il terzino, ho visto che partendo da dietro aprivo di più la gamba. Da lì c'è stata sempre più consapevolezza.

Nazionale? Nonostante il risultato mi ha lasciato tanto forza dentro di me e dentro tutti per ripartire più forti. Poi in futuro faremo ancora meglio perché da queste sconfitte si impara tanto. Spero di continuare per anni e anni in Nazionale, ma quello passa da ciò che faccio con il Cagliari e in futuro da dove sarò. Quando ho visto la convocazione mi sono emozionato tanto. Lì ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto. Mi hanno fatto sentire proprio bene, mi hanno detto di fare quello che sapevo fare. Mi sono sentito come se fossi già da un anno in quel gruppo. Ho conosciuto persone bravissime, poi lì il livello è altissimo. Il più forte di tutti secondo me è Donnarumma. Abbiamo fatto una partitella 5vs5 e per fortuna era nella mia squadra. Mi veniva da sorridere perché era troppo forte.

Giovani? Io penso che i giovani ci siano, magari in Italia giocano leggermente meno, ma non è facile perché magari davanti c'è anche gente forte. Ma sono sicuro che ci sono. Più si andrà avanti e più ce ne saranno. Ricordo che nella mia prima partita dei professionisti sono stato espulso. Per fortuna mister Modesto mi ha dato sempre fiducia e una bella spinta. Fare 40 partite in Serie C dopo la primavera, mi ha fatto capire come funzionasse il calcio dei grandi. Normale che un giovane possa sbagliare più di uno che ha esperienza, ma tutti vedono se un giovane può fare strada. Per giocare in Serie A bisogna avere personalità e mantenere calma e concentrazione in tutte le situazioni.

Nel 2006 che l'Italia ha vinto i mondiali, c'è un terzino che è stato molto importante. Tu tireresti l'ultimo rigore? Oddio, in questo momento non lo so. Non ci penso neanche. Ma lì sei pieno di adrenalina e concentrazione e se sono l'uomo giusto non mi tiro indietro e lo faccio. In questo momento sono qui seduto, quindi... Destro o sinistro? Tirerei con il destro