Vittorio Sanna: "Cagliari, uno 0-0 di logica più che di emozione: il risultato prima del divertimento"
Nel suo "Commento a Caldo" per Galleria Progetti, il giornalista Vittorio Sanna ha analizzato il pari del Cagliari contro il Bologna, con la sfida del "Renato Dall'Ara" conclusasi sul punteggio di 0-0. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Una classica partita da campionato italiano, secondo la logica del calcio italiano, secondo la logica degli italiani: il risultato. Se non c'è risultato, rischia di scomparire il divertimento, l'allegria, il gioco, la possibilità di vedere qualcuno che si diletta a fare calcio. E non c'era il risultato, in effetti, che valesse qualcosa per il Bologna, che in senso logico ha tentato di far qualcosa per accontentare i suoi tifosi, ma non riuscendosi a divertire perché pensava al risultato. E anche il Cagliari ha fatto di necessità virtù. Siccome mancava ancora qualche punticino, manca probabilmente ancora qualche punticino, vedremo cosa farà domani sera la Cremonese, ha pensato prima al risultato e poi a divertirsi, a tentare di vincere magari una partita con giocatori meno motivati, tentare di ottenere qualcosa di più. Scala delle emozioni, quindi, che si è fermata alla logica. E se andiamo a vedere anche gli altri risultati, sono tutti presi poco su questa stessa falsa riga. Quando il risultato comanda, comanda il ragionamento rispetto all'emozione, rispetto al desiderio di vivere delle emozioni. E noi abbiamo vissuto una bella esibizione di logica, di senso tattico, di abnegazione, di autocontrollo, di autodisciplina nel tenere le posizioni. Tutto questo, ma non certo la sensazione che si volesse vincere per far felice qualcuno, che si volesse andare al di là dell'ostacolo. È tipico del calcio italiano. Dobbiamo accettare questa cosa, perché poi alla fine sei giudicato anche sulla base, anzi soprattutto e quasi esclusivamente sulla base del risultato. Una stessa partita, se la vinci, sei bellissimo; quella stessa partita, se la perdi, sei bruttissimo. Il Cagliari quest'oggi risulterà non essere né tanto bello né tanto brutto, perché non ha subito il Bologna, è riuscito a contenerlo, ha avuto l'occasione principale per vincere la partita con quel pallone da pochi metri calciato alto da Zé Pedro. Non ha vinto la partita perché magari non ha pensato di divertirsi, ha pensato soprattutto a evitare non di perdere, ma di trovarsi di fronte poi a eventuali critiche per un risultato non acquisito. Come dobbiamo ragionare in questo senso? Perché probabilmente siamo noi che dobbiamo per primi capire che il nostro calcio è così perché siamo così noi. Non riusciamo mai a digerire una sconfitta e a dire che ci può essere una sconfitta giocata bene. Non riusciamo mai ad accettare che ci possa essere una partita vinta, giocata male. Pensiamo sempre comunque e ci facciamo condizionare da quello che è il risultato. Risultato che porta il Cagliari a +9 rispetto alla Cremonese, che però deve ancora giocare. Se la Cremonese non dovesse fare punti, rimanendo nove i punti, il Cagliari sarebbe matematicamente salvo per effetto degli scontri diretti. Chiaramente è tutto da vedere. Anche in questo senso, la logica delle televisioni di tentare di sfruttare qualsiasi prodotto per tenere incollata la gente davanti alla TV porta anche a far mancare quella concomitanza che c'era una volta tra le squadre che non erano ancora fuori dal discorso, e invece preferisce spalmare per tentare di coinvolgere tutti, dimenticando semplicemente una cosa, la cosa più importante: che io davanti alla TV ci sto per ore e ore, se non ho un motivo professionale, solamente se mi diverto. Quindi, al di là del risultato, se il risultato mi diverte, chiaramente ci rimango, ma se mi diverte sempre il calcio e il risultato, in quella determinata partita, non mi interessa, faccio altro. Faccio altro e rischio di rovinare il calcio. Ecco, forse su queste cose bisognerebbe riflettere: che il calcio rimane sempre lo sport, che lo sport vuol dire divertimento e che forse il risultato dovrebbe essere una conseguenza del divertimento e non una priorità. Ma noi speculiamo su tutto, speculiamo sulla concorrenza, andiamo a fare comparazioni con qualsiasi cosa, vogliamo essere sempre i primi, vogliamo essere sempre vincenti, vogliamo avere più risultati di quanto ci vogliamo divertire. E allora accontentiamoci di questo 0-0, accogliamolo con entusiasmo perché è un risultato che comunque muove la classifica, è un risultato che, a tre giornate dalla fine, ci proietta a quasi la matematica salvezza. Bene così: 0-0 a Bologna, si è visto qualcosa. Ci siamo parzialmente divertiti, ma non è stata certo una partita di quelle che ti aspetti che ti possano tenere incollato alla televisione".
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