Vittorio Sanna: "Pavoletti, l’ultimo saluto e la salvezza: Cagliari pronto a chiudere i conti col Torino"
Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Vittorio Sanna ha fatto il punto della situazione in casa Cagliari, con i rossoblù che si preparano al match casalingo di domenica sera contro il Torino e al saluto di Leonardo Pavoletti. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Sanna sul saluto di Pavoletti al Cagliari
L’arrivo nel 2017 e il percorso prima di Cagliari
"È arrivato nel 2017 dopo aver fatto molto bene con il Varese nel 2013-2014 e dopo aver fatto bene anche con il Genoa 2015-2017: 45 partite e 23 gol. Ma si era improvvisamente fermato poi quando al Napoli giocò poco e realizzò zero gol, insomma, in quel contesto. Bene, si parla di Leonardo Pavoletti. Non era mai stato nelle altre squadre più di due anni perché, andando a vedere, a parte la sua Livorno, Armando Picchi dal 2005 al 2008, in tutte le altre squadre aveva militato al massimo di seguito un anno: un anno col Sassuolo, un anno con la Juve Stabia, un anno con la Virtus Lanciano, ancora un anno col Sassuolo, uno col Varese, ancora un anno col Sassuolo. Insomma, non riusciva a stare continuamente nello stesso posto.
Nove anni in rossoblù e l’annuncio dell’addio
A Cagliari è arrivato quindi nel 2017. Bene, è ancora qui. È ancora qui dopo nove anni e ha dato l’annuncio dell’addio. Leonardo Pavoletti sarà in qualche modo il protagonista della partita tra Cagliari e Torino, se non in campo certamente fuori. E sarà un modo anche per allentare un po’ quella tensione prepartita che c’è. Già l’annuncio di ieri in qualche modo ha dirottato i riflettori rispetto alla squadra su lui, che è stato l’eroe in diverse partite rossoblù. Al Cagliari ha dato, dal Cagliari ha avuto, perché poi attraverso il Cagliari ha avuto la possibilità anche di giocare in Nazionale: 2019, una partita e un gol.
Gli infortuni e il momento dell’addio
Peccato che poi non abbia avuto continuità e non ha avuto neanche la fortuna di continuare a stare bene, perché troppi sono stati alla fine gli infortuni e quindi la sua permanenza si è ridotta notevolmente. È arrivato il momento dell’addio. Ha resistito fino alla fine, non si vuole arrendere neanche adesso perché continua a parlare di aspettare, ma deve anche fare i conti con quella che è la realtà, il percorso di un calciatore: non necessariamente l’età, ma la forma che non ti asseconda più come in passato. Lui che lottava su ogni pallone, lui che era il giocatore che colpiva più palloni di testa nell’intera Europa. E quindi per Leonardo Pavoletti è arrivato il momento dell’addio a Cagliari.
Il gol di Bari e la festa salvezza
Sembrerebbe, ripeto, che non si stia convincendo del tutto di lasciare il calcio, ma questo permette comunque di pensare che per lui possa esserci il momento del saluto. Un saluto che sarà caloroso, perché grazie a lui abbiamo vissuto tante belle esperienze, non solamente quel gol che ci permette di essere in Serie A quest’oggi, su quel cross di Zappa all’ultimo secondo contro il Bari che chiaramente rimarrà nella storia rossoblù per sempre. Ed è questo uno dei motivi del match contro il Torino. Basta un punto, basta un punto nostro, basta un punto perso dagli altri, basta veramente poco per arrivare alla matematica salvezza e magari la festa si potrà unire: quella di Leonardo Pavoletti, che dà l’addio al Cagliari, e il Cagliari, che dà l’addio a qualsiasi tipo di ansia in questo campionato che comunque sia ha portato fino alla terzultima giornata con la speranza di poter arrivare prima alla salvezza".
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