Favio O'Neill in Sardegna sulle orme di papà Fabian: "La Sardegna ha voluto bene a mio padre, devo conquistarla anche io"

Favio O'Neill in Sardegna sulle orme di papà Fabian: "La Sardegna ha voluto bene a mio padre, devo conquistarla anche io"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 12:30Rassegna stampa
di Giorgia Zuddas

Il cognome O'Neill continua a evocare ricordi speciali tra i tifosi del Cagliari. Questa volta, però, a portarlo in campo è Favio, figlio di Fabian, l'indimenticato centrocampista uruguaiano che ha lasciato il segno in rossoblù grazie alla sua classe. Classe 2003, il giovane calciatore è approdato in Sardegna per vestire la maglia della Nuorese, formazione impegnata nel campionato di Eccellenza, con l’obiettivo di crescere e costruire il proprio percorso professionale. In un'intervista al Corriere dello Sport, racconta il legame profondo con il padre, scomparso il 25 dicembre 2022 a soli 49 anni, e il desiderio di onorarne la memoria attraverso il calcio. Un rapporto fatto di insegnamenti, ricordi e momenti dolorosi, che continua ad accompagnarlo anche lontano da casa.

"Mi ha lasciato tanti insegnamenti, mi ha messo in guardia dalle furbate del mondo del calcio. Mi ha detto di essere sempre sincero e diretto con le persone. Mio padre è stato davvero un hombre vertical", racconta Favio, ricordando i valori trasmessi da Fabian. Il ricordo del padre è ancora più intenso quando ripensa all'ultimo regalo ricevuto, un crocifisso che conserva con sé: "Mio padre l'ha avuto da Las Carmelitas di Montevideo. Me l’ha regalato una delle ultime volte che ci siamo visti. Ci siamo abbracciati e abbiamo pianto. E non ci siamo più visti. Poi, una sera in allenamento un dirigente mi ha chiamato e mi ha detto che se n’era andato!".

La scomparsa di Fabian ha rappresentato un momento difficile, al punto da mettere in discussione il suo futuro nel calcio. "Imparo in fretta. Anche a prendere botte! Ma quando esco dal campo in tanti si avvicinano per dirmi di quanto fosse forte mio padre, delle cose che faceva. E dire che alla scomparsa di mio padre ho pensato di smettere col calcio...".

Oggi Favio prova a trasformare quel dolore in una motivazione per andare avanti. Nel ruolo di playmaker mette in mostra qualità tecniche, visione di gioco e capacità di calciare, caratteristiche che inevitabilmente richiamano quelle del padre. "Ho letto e mi hanno detto che mio padre nei fondamentali era insuperabile. Con il soprannome El Mago era conosciuto in tutto il Sud America. Sì, sono orgoglioso e fiero di portare in campo il suo passato".

Dopo le esperienze in Uruguay con Wanderers e Nacional, il giovane centrocampista ha trovato nella Nuorese l'ambiente ideale per proseguire la propria crescita, dentro e fuori dal campo. La presenza della fidanzata rappresenta un ulteriore sostegno in questa nuova avventura italiana. "Sono qui per crescere e imparare. Mi aiuta la compagnia della mia fidanzata: la Sardegna ha voluto bene a mio padre, devo conquistarla anche io".

A legarlo a Fabian c'è anche un rituale personale, che accompagna ogni ingresso sul terreno di gioco. "Al mio ingresso in campo ho una preghiera speciale e segreta che mi lega a mio padre. La faccio e mi dà coraggio, contro qualsiasi avversario".

Il ricordo del talento uruguaiano riaffiora anche attraverso le parole di chi lo ha visto giocare. Un paragone con due grandi nomi del calcio sudamericano e italiano ha colpito profondamente il figlio: "Di recente un difensore mi ha detto che solo Francescoli e Zola avevano la classe di mio padre: mi sono commosso!".