Malagò, resa dei conti vicina
"Malagò, la resa dei conti è vicina". È il titolo scelto da Tuttosport per fare il punto sulla situazione del presidente della Figc e sulla possibilità di un commissariamento della Federazione.
Malagò, si avvicina il momento decisivo
Il Coni attende ancora un ultimo parere relativo al mancato tesseramento di Giovanni Malagò, quello di Massimo Coccia. Una volta acquisito, già domani il presidente Luciano Buonfiglio potrebbe convocare per il 6 o il 9 la Giunta insieme al Consiglio, seguendo una prassi introdotta proprio dallo stesso Malagò.
Sul tavolo ci sarebbe il possibile commissariamento della Figc. Malagò, componente della Giunta in qualità di membro Cio, non potrebbe partecipare al voto e potrebbe persino non prendere parte alla riunione. Intende comunque presentare i pareri che ha richiesto a sua volta.
Il precedente Fipe e le tensioni all'interno del Coni
Il confronto arriva in una fase particolarmente delicata per il Coni. Ieri è stato deciso il commissariamento della Fipe, affidato allo stesso Buonfiglio. La decisione è risultata formalmente unanime, ma Tuttosport sottolinea come i vicepresidenti Diana Bianchedi e Marco Di Paola avessero espresso posizione contraria.
Bianchedi non prenderà parte al voto sulla Figc per conflitto di interessi, mentre l'Anac ha ricevuto ieri la documentazione richiesta.
Sulla situazione è intervenuto Gianni Petrucci: «Non è mai successo che in ogni intervento i due vicepresidenti siano in dissenso con il presidente. Non mi capacito, c'è un rapporto fiduciario».
Il nodo del tesseramento e la nuova questione dell'autocertificazione
Resta da capire quale peso avrà la divisione interna nella valutazione del caso Figc. I pareri arrivati finora, secondo quanto riportato da Tuttosport, considerano il tesseramento un requisito essenziale per le elezioni. Diverso è stabilire se il mancato rilievo della sua assenza possa configurare un malfunzionamento tale da giustificare il commissariamento.
Nel frattempo si è aperto un ulteriore fronte. Secondo Il Fatto Quotidiano, nella candidatura di Malagò depositata dall'avvocato Luca Bergamini non sarebbe presente un'autocertificazione sul possesso dei requisiti e sull'assenza di incompatibilità, documento invece presentato da Renato Miele e Giancarlo Abete.
L'interpretazione federale sostiene che per Malagò non fosse necessaria in quanto membro Cio e, di conseguenza, componente della Giunta Coni. Tuttavia, secondo quanto riferito, all'interno del Coni non tutti condividono questa lettura e c'è chi considera la questione una possibile seconda violazione.
Buonfiglio resta l'ipotesi principale come commissario
Qualora si arrivasse effettivamente al commissariamento, resta aperta anche la questione di chi dovrebbe assumere la guida della Federazione. Trattandosi di contestazioni di natura formale, viene contemplata anche l'ipotesi Malagò, che in caso contrario sarebbe pronto a presentare ricorso. Tuttosport considera però più probabile l'affidamento dell'incarico a Buonfiglio.
A mettere momentaneamente d'accordo i due dirigenti è stata almeno la vittoria dell'Italia a Bursa. Malagò ha commentato: «Vincere in un contesto così complicato, con ventenni, fa vedere la luce in fondo al tunnel». Buonfiglio gli ha fatto eco: «Abbiamo goduto e ci siamo divertiti».
