Mereu dirigerà le rappresentative sarde. L'ex Cagliari a L'Unione Sarda:: "L'addio ai rossoblù? Ero stanco, non avevo più gli stimoli giusti"
Una nuova sfida nel calcio sardo per Bernardo Mereu. Dopo aver concluso la lunga esperienza nel settore giovanile del Cagliari, il tecnico ha scelto di rimettersi subito in gioco accettando la proposta di Gianni Cadoni, presidente del Comitato regionale della Figc.
Mereu assumerà la direzione tecnica di tutte le rappresentative regionali, a partire dall'Under 19 fino alle categorie inferiori. Una nuova tappa arrivata dopo le dimissioni presentate alla fine di giugno dall'incarico di responsabile tecnico del vivaio rossoblù, lasciato con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto.
Intervistato da L'Unione Sarda, Mereu ha illustrato gli obiettivi della nuova esperienza: «Cercherò di creare uno staff per dare un percorso ai ragazzi sardi», dice Mereu. «I giovani sono al centro del progetto».
Mereu e la scelta della Figc Sardegna
L'ex responsabile del settore giovanile rossoblù ha avuto anche la possibilità di tornare immediatamente in panchina, ricevendo proposte persino dal calcio professionistico. La scelta, però, è ricaduta sul progetto della Federcalcio regionale: «Ho ricevuto offerte anche dal professionismo, ma va bene così. La stretta di mano con il presidente Cadoni rappresenta un'intesa di visione a largo raggio sulle cose da fare che mi accomuna a questa gestione della Federcalcio sarda».
I contatti con Cadoni e con gli altri dirigenti federali erano iniziati già da alcuni mesi. Mereu ha spiegato di essere stato conquistato soprattutto dall'attenzione riservata al territorio e alle realtà calcistiche più piccole: «Con Cadoni e i suoi consiglieri ci sentivamo da qualche mese. Apprezzo il lavoro svolto dalla Federazione negli anni in modo capillare sul territorio, rivolto ad aiutare le piccole realtà, anche attraverso l'unione di più Comuni, per formare squadre di calcio laddove mancano. In ogni centro della Sardegna deve esserci un club: seguendo questa direzione, sono aumentati i tesserati un po' ovunque. Fare parte di questo sistema virtuoso mi affascina»
L'addio al Cagliari dopo otto anni
Nel corso dell'intervista Mereu è tornato anche sulla decisione di interrompere il rapporto con il Cagliari dopo otto anni. Un percorso cominciato con le Academy e terminato con l'incarico di responsabile del settore giovanile. Alla base della scelta, ha spiegato, c'è stata soprattutto la necessità di trovare nuovi stimoli: «Dopo otto anni, e dopo aver iniziato con le Academy e aver chiuso con l'incarico di responsabile del settore giovanile, mi sono reso conto che non avevo più gli stimoli giusti».
Una decisione maturata anche per la stanchezza accumulata durante un'esperienza particolarmente lunga: «Sicuro, davvero. Ero stanco».
Mereu ha quindi allargato il discorso all'evoluzione del calcio e agli aspetti del gioco moderno che maggiormente apprezza: «La metodologia e la spettacolarità sono superiori rispetto al passato. La velocità e la tecnica sono pregevoli: da sempre sono promulgatore di un calcio propositivo».
Allo stesso tempo, il tecnico non nasconde una certa nostalgia per una dimensione del calcio che ritiene progressivamente ridimensionata dalla componente economica: «Il fatto che il risultato sia legato non tanto alla gioia e alla condivisione con il pubblico del successo, ma a un mero fattore economico. Sta venendo meno la componente romantica, che un tempo era centrale».
Guardandosi indietro, infine, Mereu non manifesta rimpianti per le scelte compiute durante la propria carriera e rivendica il percorso seguito: «Sono felice di ciò che ho fatto, dei risultati che ho ottenuto grazie anche a giocatori e dirigenti appassionati e di non essermi mai venduto al sistema. Di questo vado fiero: nella vita ho sempre inseguito ciò che mi dà gioia, non il vantaggio economico».
