Un mirto con... Emiliano Melis: "A Pisa il Cagliari ha mostrato tutte le sue lacune in fase di costruzione del gioco: nessuno azzarda la giocata illuminante, il nostro palleggio è lento e scolastico. Ma contro il Napoli faremo una gran partita..."
L’ex fantasista del Cagliari Emiliano Melis, intervistato da Tuttocagliari.net, commenta amaramente la pesantissima sconfitta subita dagli isolani all’Arena Garibaldi di Pisa, che infrange buona parte delle certezze accumulate in questa stagione da mister Pisacane e precipita nuovamente i rossoblù a ridosso della zona calda della classifica.
Emiliano, stavolta si fa davvero fatica a trovare giustificazioni di sorta per il rovinoso rovescio del Cagliari in casa del Pisa fanalino di coda. Anche perché Caprile e compagni hanno giocato buona parte del match in superiorità numerica, non riuscendo tuttavia a incidere quasi mai dalle parti di Nicolas.
“Ammetto che personalmente temevo molto questa partita. Non so, avevo delle brutte sensazioni. Non era assolutamente una sfida facile, anche se il Pisa era ed è di fatto già retrocesso. I toscani però giocavano in casa e, soprattutto, non avevano niente da perdere. Certo però che andare sullo 0-3 contro l’ultima in classifica, per giunta ridotta in dieci uomini, è piuttosto mortificante.”
Da diverse settimane a questa parte stiamo vedendo una squadra che non riesce a elaborare una fase offensiva credibile. Il Cagliari sembra del tutto privo di idee quando ha il pallone tra i piedi e deve costruire gioco, specialmente contro le difese schierate.
“Sì, facciamo una fatica incredibile a verticalizzare. Di conseguenza il nostro giropalla risulta spesso noioso, lento e prevedibile. Ma questo è un problema che non riguarda solo il Cagliari: oggi come oggi ricalca un po’ l’andazzo del calcio in generale. Non a caso devo confessare che ormai mi tocca fare un grande sforzo per guardare una partita in televisione dal primo al novantesimo minuto. I centrocampisti appoggiano costantemente la sfera all’indietro, e non di rado il portiere tocca più palloni della seconda o della prima punta. Nessuno rischia mai il passaggio filtrante tra le linee, la giocata fantasiosa e illuminante. Ne consegue che gli attaccanti difficilmente vengono messi nelle condizioni di sfondare e di creare grossi grattacapi ai difensori avversari. L’abbiamo visto anche in Pisa-Cagliari: perfino in undici contro dieci nessuno azzardava la giocata veloce e di prima. Così viene fuori un calcio piatto e privo di emozioni: i giocatori non rischiano nulla e si limitano al passaggio scolastico in orizzontale.”
Ora, dopo la debacle pisana, il Cagliari è atteso dal big match interno contro il Napoli di Antonio Conte, compagine in chiara ripresa dopo essere stata falcidiata dai molteplici infortuni che l’hanno privata di numerosi elementi chiave.
“E io mi aspetto una super prestazione da parte dei rossoblù, anche se sarà il Napoli a fare la partita. Il che d’altra parte sgraverà gli uomini di Pisacane dall’obbligo di imporre il proprio gioco, cosa che invece dovevano fare giocoforza - pur contro la loro natura e le loro caratteristiche - a Pisa.
Di una cosa sono certo: contro il Napoli non sbaglieremo l’approccio dal punto di vista della carica agonistica, anche perché saremo smaniosi di riscattare la figuraccia rimediata all’Arena Garibaldi. Non ho dubbi sul fatto che tireremo fuori una prestazione di spessore. Più complicato, naturalmente, prevedere il risultato finale della partita: il Napoli ha un organico impressionante, e in più sta recuperando i suoi infortunati eccellenti. Adesso quando Conte effettua un cambio chi entra è ancora più forte di chi esce. Dunque sarà sicuramente una gara dura e tosta, ma faccio affidamento sulla tempra e sulla capacità di reazione del Cagliari.”