1991 - Quando gli uruguaiani stesero il Lecce

1991 - Quando gli uruguaiani stesero il LecceTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:45Approfondimenti
di Giancarlo Cornacchia
Una gara decisiva quella tra sardi e salentini risalente al 1991 e che consentì ai rossoblù di volare verso la salvezza

Domenica 14 aprile 1991, in un Sant'Elia sold out scendono in campo Cagliari e Lecce. I rossoblù sono al quart'ultimo posto, ad un tiro di schioppo proprio dai salentini di Boniek. Una vittoria gli consentirebbe di scavalcare proprio i salentini e respirare l'aria della salvezza (all'epoca le retrocessioni erano 4 ed i punti per la vittoria 2). Claudio Ranieri, inviperito per le parole dello stesso tecnico polacco di qualche tempo prima, che aveva "accusato" il Cagliari di non essere squadra da massima serie, ordina l'imperativo di vincere e dominare l'avversario: verrà assolutamente accontentato.

 L'andamento della gara

Il Cagliari prende subito in mano la gara, dimostrando di essere superiore in tutti i reparti, e con il principe, Enzo Francescoli, in giornata di grazia. Ma è Pepe Herrera ad aprire le danze: al 31' decide di mettersi in proprio, si infila centralmente superando mezza difesa, con un pallonetto scavalca Zunico e deposita in rete di testa. Nella ripresa giocata deliziosa di Fonseca che impegna il portiere leccese, ma sulla ribattuta interviene proprio Francescoli, che ribadisce in rete. I salentini sono davvero poca cosa, anche per la scarsa capacità dello stesso tecnico Boniek. 

Il finale 

Scoppia la festa in casa rossoblù, giacchè il sorpasso in classifica è stato compiuto. Boniek, forse pentito delle sue dichiarazioni, cerca Ranieri per stringergli la mano, ma il tecnico rossoblù ha altro da pensare e non ricambia l'attenzione del collega.