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Alberto Marchetti: "Belotti da qualche anno è in fase calante, ma può tornare utile al Cagliari magari subentrando a partita in corso. Io però prenderei un altro attaccante, tecnico e veloce, da affiancare al Gallo"

Alberto Marchetti: "Belotti da qualche anno è in fase calante, ma può tornare utile al Cagliari magari subentrando a partita in corso. Io però prenderei un altro attaccante, tecnico e veloce, da affiancare al Gallo"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:59Esclusive TC
di Matteo Bordiga

L’ex centrocampista del Cagliari Alberto Marchetti, intervistato da Tuttocagliari.net, fa le carte ai rossoblù di Pisacane a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione: un’annata da affrontare con una rosa rinnovata - ancora in piena fase di costruzione - in cui Caprile e compagni saranno chiamati a confermare e a migliorare quanto di buono mostrato nel precedente campionato.

Alberto, l’anno scorso il Cagliari ha mostrato il suo volto migliore in alcune partite disputate contro le cosiddette “big” (vedi i successi convincenti contro Roma, Atalanta e Milan). Per contro, ha stentato molto negli scontri diretti. Cosa occorre fare per trovare maggiore continuità di prestazioni e di risultati?

“Nel calcio capita spesso che tu vinca una partita che non meritavi di vincere e poi ne perda un’altra in cui invece avresti meritato di fare punti. Alla fine della fiera secondo me i conti tornano per il Cagliari, che ha fatto 43 punti e si è piazzato al quattordicesimo posto. Poi va fatta una considerazione: quando giochi contro i top team dai quasi per scontata un’eventuale sconfitta. Di conseguenza scendi in campo con meno tensione e con la mente sgombra da ansie e da pensieri: questo ti consente, paradossalmente, di mantenere più alta la concentrazione e di non ‘disconnetterti’ mai dalla partita. Al contrario negli scontri diretti con le cosiddette parigrado parti con il chiaro obiettivo di vincere, ma psicologicamente sei più frenato: devi infatti anche stare attentissimo a non perdere. Perciò approcci la gara con maggiore prudenza, proprio per il timore di subire un gol e di pregiudicare il match. Questo ti porta a giocare in maniera meno brillante e meno disinvolta.”

In questi giorni il direttore sportivo Accardi è al lavoro per potenziare l’organico isolano. Lei come interverrebbe sul mercato per rendere il Cagliari più competitivo?

“In fase difensiva i ragazzi di Pisacane complessivamente se la sono cavata bene. A centrocampo Adopo mi sembra un buon giocatore, sia come interditore che come mediano di spinta. E Deiola è il classico incontrista rubapalloni. In effetti, tolto Gaetano, manca la mezzala dai piedi buoni o il fantasista che possa ispirare il centravanti. In quel reparto i rossoblù dovranno rinforzarsi: una rosa di serie A deve annoverare almeno cinque-sei centrocampisti potenzialmente titolari. Per quel che riguarda la batteria d’attacco, sinceramente Andrea Belotti negli ultimi anni della sua carriera mi è sembrato in fase calante. Tuttavia può tornare utile al Cagliari, magari subentrando a partita in corso. Di certo non gli si può chiedere di fare l’attaccante moderno che pressa i difensori avversari e partecipa alla fase difensiva. Lui deve fungere da predatore d’area. Ad ogni modo puntare sul Gallo come unico centravanti titolare sarebbe un rischio: io prenderei anche una punta veloce e tecnica che possa affiancarlo e garantire gol e qualità.”