Claudio Onofri: "Il popolo cagliaritano meriterebbe qualcosa in più della salvezza: l'obiettivo dovrebbe essere quello di inseguire un piazzamento europeo. Sostituire Gaetano? In giro per il mondo ci sono molti giovani promettenti da valorizzare"
Claudio Onofri, ex calciatore di Torino e - soprattutto - Genoa, ai microfoni di Tuttocagliari.net sottolinea con forza che “il Cagliari per storia, blasone e calore della piazza meriterebbe qualcosa in più di una salvezza risicata da inseguire con fatica ogni anno”.
Claudio, come giudica la stagione del Cagliari di Fabio Pisacane?
“Difficile dall’esterno dare dei giudizi, soprattutto relativi al gioco espresso dalla squadra. Anche perché stiamo vivendo in generale un periodo veramente brutto per quello che riguarda il nostro calcio: ci siamo ridimensionati da tutti i punti di vista, a prescindere dal problema principale rappresentato dal declino della Nazionale azzurra. In un simile contesto se una squadra come il Cagliari raggiunge il suo obiettivo stagionale deve essere soddisfatta. La compagine rossoblù può puntare a lanciare giovani di qualità e, naturalmente, anche a giocare un po’ meglio rispetto a quanto ha fatto vedere nell’ultimo campionato. Io la seguo con simpatia, perché amo profondamente la Sardegna. Nel corso della mia carriera ho giocato contro il Cagliari e allenato contro il Cagliari: avendo conosciuto bene quella piazza posso dire con certezza che meriterebbe qualcosa in più della dimensione attuale. Di certo i sardi non dovrebbero tribolare per raggiungere la salvezza; anzi, l’aspirazione dovrebbe essere quella, tra qualche anno, di conquistare quantomeno un posto in Conference League”.
Pare stia per concretizzarsi la cessione di Gianluca Gaetano all’Atalanta. Non le sembra un azzardo privarsi di uno dei pochissimi centrocampisti di qualità presenti in rosa?
“Se scegli di rinunciare a un giocatore come Gaetano allora devi obbligatoriamente ricercare profili dotati di analoga qualità che rinforzino il centrocampo. Intendiamoci: in giro per l’Europa e per il mondo ci sono calciatori giovani che costano poco e che possono essere valorizzati e fatti crescere da un club di serie A. D’altronde il ruolo e il compito di un allenatore è proprio quello: non solo perseguire gli obiettivi prefissati a inizio stagione, ma anche far crescere di livello i singoli attraverso il gioco corale. Creare valore individuale e collettivo.”
