Andrea Pisanu: "Sulla sfida di domani tra Parma e Cagliari pende un grande punto interrogativo: le due squadre sono state rivoluzionate nel corso del mercato. Dall'affare-Esposito non escono bene né il calciatore né la società. Anche se..."
L’ex centrocampista e attaccante Andrea Pisanu, doppio ex di Parma e Cagliari, ai microfoni di Tuttocagliari.net introduce la sfida prevista per domani sera allo stadio Tardini tra gialloblù e isolani.
Andrea, il Cagliari è stato profondamente rivoluzionato rispetto all’ultimo campionato, soprattutto a centrocampo.
“È proprio così. E ora si vede chiaramente la mano di Fabio Pisacane, che ha potuto lavorare a stretto contatto col DS Accardi per costruire pezzo per pezzo la rosa del nuovo Cagliari, plasmandola a sua immagine e somiglianza. Ci sono tanti volti nuovi, e amalgamarli in così poco tempo non sarà facile. C’è comunque grande attesa e, ovviamente, tanta curiosità. Speriamo che domani si parta col piede giusto, contro un avversario che sulla carta è molto competitivo. Vedremo come Pisacane sceglierà di impostare la partita.”
Come si presenta il Parma ai nastri di partenza della serie A? Anche i ducali hanno cambiato tanto, a partire dalle cessioni di Pellegrino, Suzuki e Circati.
“E si è trattato di cessioni eccellenti. L’anno scorso Pellegrino era stato determinante coi suoi gol decisivi, mentre Suzuki si era affermato come uno dei migliori portieri della serie A. Circati è un altro giovane molto promettente, che ha fatto i Mondiali ed è già navigato. Tutto questo ci porta a una conclusione: quella di domani sarà una sfida tra due compagini sulle quali pende un grande punto interrogativo. Certo, ci sono state le amichevoli estive e la prima partita di Coppa Italia, ma il calcio d’agosto può essere fuorviante. Ci vorrà qualche giornata per capire quale sarà la fisionomia - e la filosofia - di Cagliari e Parma. Solo allora si potrà formulare un giudizio vero e proprio.”
La querelle-Sebastiano Esposito: tutta la vicenda non poteva essere gestita diversamente dalle due parti, senza arrivare a una rottura così clamorosa?
“Osservando da fuori noi non abbiamo tutti gli elementi per poter giudicare. Ad ogni modo mi sembra che da questa storia non escano bene né il giocatore né la stessa società: sarebbe stata auspicabile una gestione diversa da parte di entrambi i soggetti in causa, però come dicevo prima noi non sappiamo quale fosse l’effettiva volontà del Cagliari di trattenere Sebastiano Esposito e quanto reale fosse la voglia dello stesso giocatore di rimanere in Sardegna. Potrebbe anche esserci stato un misunderstanding tra il ragazzo, il suo procuratore e la società riguardo il tema-rinnovo e adeguamento del contratto. Poi in questa fase del mercato è facile rompere alcuni equilibri, perché basta una richiesta - o comunque un interessamento - da parte di un altro club affinché l’agente di un calciatore, dopo aver parlato col club interessato, richieda un aumento per il proprio assistito senza che, di fatto, ci sia nulla di concreto. In questo modo si creano delle dinamiche antipatiche: entrambe le parti si irrigidiscono e da lì l’escalation porta a una rottura drastica.”
