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Giuseppe Bellini: "Gaetano all'Atalanta? Se l'hanno pagato davvero 14 milioni il Cagliari ha fatto un affarone. Io l'avrei ceduto anche per 10 milioni. La società sarda non può assolutamente rinunciare a questi soldi..."

Giuseppe Bellini: "Gaetano all'Atalanta? Se l'hanno pagato davvero 14 milioni il Cagliari ha fatto un affarone. Io l'avrei ceduto anche per 10 milioni. La società sarda non può assolutamente rinunciare a questi soldi..."
Oggi alle 20:55Esclusive TC
di Matteo Bordiga

Lo storico ex centrocampista del Cagliari Giuseppe Bellini, interrogato da Tuttocagliari.net, applaude la società isolana per la cessione di Gaetano all’Atalanta: “Per quella cifra il Cagliari non poteva assolutamente tirarsi indietro. Io lo avrei ceduto anche per soli 10 milioni”.

Giuseppe, come commenta la scelta della società sarda di privarsi di Gaetano e, contestualmente, la decisione di riaccogliere Andrea Belotti all’interno del gruppo rossoblù?

“Per quanto riguarda Belotti, bisognerà capire se e come il ragazzo si è ripreso dall’infortunio subito a settembre. Se devo essere sincero, nelle ultime partite dello scorso campionato mi sembrava che zoppicasse ancora un po’. Intendiamoci: se sta bene è un attaccante utilissimo al Cagliari, perché davanti ci serve qualcuno che sappia tenere il pallone, giocare di sponda e soprattutto fare gol.

In quanto a Gianluca Gaetano, beh se l’Atalanta l’ha pagato davvero 14 milioni di euro il Cagliari ha fatto un affare. Io lo avrei ceduto anche per 10 milioni. La società isolana non può rinunciare a questi soldi. Anzi, è già tanto che non abbia ancora venduto Caprile… Piuttosto, io non avrei mandato via Mazzitelli. Ora bisognerà certamente prendere qualcuno che sappia impostare il gioco e dettare i tempi ai compagni, perché nel nostro organico mancano completamente elementi con queste caratteristiche. La rosa rossoblù va integrata con diversi acquisti, perché ora come ora è decisamente incompleta.”

Soprattutto, come diceva lei, a centrocampo ci sono tanti uomini di gamba e di corsa e pochi piedi buoni.

“È anche vero che nel calcio di oggi i registi e, in generale, i costruttori di gioco sono sempre più rari: si punta quasi tutto sulla fisicità e sull’atletismo. In questi giorni sto seguendo i Mondiali: ebbene, il calciatore più basso è alto almeno 1,85-1,90. Giocatori di qualità se ne vedono troppo pochi: a me piace la spettacolarità del gesto tecnico puro, la bellezza adamantina del calcio di una volta. Lo stesso Brasile di Ancelotti non aveva in rosa quasi nessun ‘deus ex machina’, mentre un tempo era pieno di funamboli. La nazionale verdeoro ha smarrito la sua impronta originaria. In più si gioca sempre in un fazzoletto, in spazi strettissimi: tutti stanno chiusi dietro e aspettano di poter ripartire in contropiede. Così che divertimento c’è? Dove sono finiti i fantasisti capaci di dribblare, saltare l’uomo e creare superiorità numerica?”