Albertosi: "Fui due volte vicino all'Inter. A Cagliari non volevo andare, invece l'avessi fatto prima. Posto meraviglioso"

Albertosi: "Fui due volte vicino all'Inter. A Cagliari non volevo andare, invece l'avessi fatto prima. Posto meraviglioso"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 14:00Ex rossoblù
di Maria Laura Scifo

Ricky Albertosi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport per ricordare Evaristo Beccalossi, scomparso ieri. Tra i vari argomenti toccati, la rosea gli ha chiesto anche del suo mancato approdo all'Inter nel corso della carriera. Queste le sue parole

Torniamo all’Inter. È vero che doveva diventare nerazzurro? «Sì, due volte. La prima: giocavo nello Spezia, dilettanti, vicino a casa. Ho fatto un provino infinito, cominciato alle 9 del mattino e finito a notte fonda. Poi è arrivata la Fiorentina. Papà non voleva, facevo le magistrali: “Finisci la scuola, il calcio è provvisorio”. Mia madre mi aiutò e andai a Firenze».

Nel 1969 l’Inter si rifà viva. Cosa è successo? «Una sera mi chiama Italo Allodi: “Allora, tutto fatto: sei dei nostri”. Bene bene,mi vedevo già a Milano. Alcuni giorni dopo il presidente Nello Baglini mi convoca. “Tutto fatto”, dice. “Lo so, dico io, sono contento, l’Inter mi piace, è una buona scelta”. Lui
sgrana gli occhi: “L’Inter? Guarda che io ti ho ceduto al Cagliari”. Sono rimasto lì, a bocca aperta come un ebete. Non volevo andarci a Cagliari. Ma non avevo nessun potere. Ci andai, con un buon contratto. L’avessi fatto prima: è stata la mia fortuna, posto meraviglioso. Ho vinto un grandissimo scudetto».