Gaetano a Dazn: "È la partita che dovevamo fare. Il nuovo ruolo? È quello che ho sempre voluto"
Gianluca Gaetano, centrocampista del Cagliari, ha parlato ai microfoni di DAZN a margine del successo per 3-2 contro l'Atalanta. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net:
Partiamo da un numero: dieci chilometri sono quelli che hai percorso in questa serata. Ti chiedo però se questa è la partita che avevate pensato e provato in allenamento.
"Sì, sì. Abbiamo provato: questa è la partita che dovevamo fare e l’abbiamo fatta bene. Il primo tempo lo abbiamo fatto, penso, alla grande. Peccato per quei dieci minuti in cui abbiamo avuto un blackout, però poi siamo stati bravi a riprenderla e a fare il terzo gol".
Complimenti perché, al di là di Mendy, che si è meritato la palma di migliore in campo, penso che a livello di prestazione tu sia stato assolutamente all’altezza. Voglio chiederti se ormai definitivamente questo è il tuo ruolo, se non vuoi più tornare indietro, perché secondo me l’hai approcciato benissimo, soprattutto a livello difensivo, per come stai in campo, per la compattezza e per come riesci a tenere i reparti uniti. Poi, rispetto ai soliti trequartisti che vanno davanti alla difesa, sei molto veloce e interpreti subito bene il gioco: loro solitamente tendono magari a tenere un po’ la palla, invece tu sei molto rapido nel vedere le giocate. Quindi ti faccio i complimenti e ti chiedo se per te questo sarà il ruolo del futuro.
"Grazie mille per i complimenti. Penso di sì, perché comunque avevo in mente di fare questo ruolo. È stato bravo il mister, lo abbiamo concordato insieme. Non da subito, perché venivo da un infortunio e mi serviva tempo per mettere condizione. Poi comunque l’ho fatto per la prima volta con la Juve, non in una partita facile, ed è andata bene lì. È sempre stato quello che ho voluto fare, quindi penso di sì".
Ci racconti un po’ meglio la genesi di questo cambio di ruolo? Noi in telecronaca dicevamo che rientri in quella schiera di giocatori che avevano buone qualità da trequartista, da ispiratori dietro le punte, e che poi, arretrando di qualche metro, hanno una visione di gioco che magari era penalizzata dalla posizione sulla trequarti, ma allo stesso tempo tengono alto il livello della tecnica. Tu sicuramente rientri tra questi. Quando hai avuto l’idea di voler provare a giocare qualche metro più indietro? Come è venuta fuori?
"Da tanto, diciamo da quando stavo a Napoli. Anche con ex allenatori mi mettevano in quella posizione lì e mi piaceva tanto: ero molto nel vivo del gioco, toccavo tanti palloni. Però bisognava fare questo percorso piano piano, perché comunque serve mettere una struttura importante, una corsa importante. Piano piano sto migliorando e lo sto facendo. Penso che anche oggi, a livello difensivo e di corsa, sto migliorando. Però c’è ancora margine di miglioramento".
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