Giuseppe Marino: "Il ritorno al Cagliari di Canzi è una bella cosa"

Giuseppe Marino: "Il ritorno al Cagliari di Canzi è una bella cosa"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:15News
di Maria Laura Scifo
L'ex tecnico della Triestina Giuseppe Marino ha parlato ai microfoni di TMW Radio

L'ex tecnico della Triestina Giuseppe Marino ha parlato ai microfoni di TMW Radio e ha commentato lo stato di salute del calcio italiano. Tra i temi affrontati vi è stato anche il ritorno di Max Canzi al Cagliari. 

Le parole di Marino

Si è parlato del profilo di Sara Gama come possibile vicepresidente della gestione Malagò. Ma l'Italia è pronta a una Gama come vicepresidente federale?
"Se vuoi la risposta politically correct dovrei darti una risposta che non corrisponde a cosa penso. Perché no, non credo che l'Italia sia pronta a una scelta del genere: qualora il presidente dovesse però farla, e sarebbe una scelta tanto coraggiosa quanto ambiziosa e bella, non credo sarebbe vista di buon occhio. Però auspico che il presidente faccia valere realmente quello che è nella sua testa e che ridisegni un percorso diverso dagli altri. Gama l'ho conosciuta, l'ho affrontata da calciatrice, è stata la bandiera di una di una società molto importante del calcio italiano femminile, ha un percorso importante alle spalla, e che credo possa essere la persona giusta per una ripartenza. Ma viviamo in un mondo dove, come ha detto anche il CT della Nazionale Baldini, si fanno delle etichette. La cosa bella che sto vedendo adesso è a esempio un Canzi che dalla Juventus Women torna al Cagliari maschile, o tecnici che dalla A femminile passano al professionismo maschile, e questo è quello che dovrebbe succedere a condizioni normali. Invece di appicciare etichette, si dovrebbe far lavorare chi ha passione, chi ha voglia, chi trasmette emozioni, chi vive ancora di emozioni e chi crede che questo sport trasmetta ancora qualcosa, e non sia solo figlio di interessi economici. Anche perché stiamo pagando la non apertura verso la meritocrazia. Andiamo dietro dietro al nome, andiamo dietro a quello che pensiamo che possa rappresentare un qualcosa di estetica, ma non andiamo sui contenuti, non andiamo sulla sostanza. Ed è un problema, che sto vivendo anche in prima persona".