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Andrea Parola: "La stagione del Cagliari è stata assolutamente positiva: non vedo particolari aspetti negativi. In più abbiamo valorizzato tanti giovani italiani in una serie A invasa dagli stranieri. Ora prenderei un difensore e un centravanti"

Andrea Parola: "La stagione del Cagliari è stata assolutamente positiva: non vedo particolari aspetti negativi. In più abbiamo valorizzato tanti giovani italiani in una serie A invasa dagli stranieri. Ora prenderei un difensore e un centravanti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Oggi alle 14:51Primo piano
di Matteo Bordiga

L’ex centrocampista del Cagliari Andrea Parola, intervistato da Tuttocagliari.net, promuove a pieni voti i rossoblù e il loro tecnico Fabio Pisacane, artefici di una stagione “indubbiamente positiva e sostanzialmente priva di aspetti negativi”.

Andrea, alla fine la salvezza è arrivata con una giornata d’anticipo ed è stata suggellata dai 43 punti e dalla quattordicesima posizione in classifica.

“La squadra ha dimostrato - direi alla grande - di essere all’altezza della A. Tra l’altro all’ultima giornata ha fatto il grande colpo a San Siro, battendo il Milan e privandolo della qualificazione in Champions League. Al Meazza i rossoblù giocavano liberi e spensierati, e si vedeva. Personalmente mi è dispiaciuto per Massimiliano Allegri, tecnico a cui sono legato, anche se il Milan schiera quasi esclusivamente stranieri e io le confesso che sono un po’ disgustato dal calcio attuale. Con questa invasione di stranieri è ovvio che il movimento italiano non progredisca. Dovremmo tornare ai vecchi tempi: tre stranieri per squadra e non di più. Lo so che concretamente non è possibile, perché ci si scontrerebbe con interessi economici enormi… Ma noi dobbiamo dare fiducia, fin dalla tenera età, a gente come Palestra e Vergara. Altrimenti continueremo a prendere sette reti dalla Norvegia in due partite e a non qualificarci mai per i Mondiali.

L’altro giorno ho visto un video in cui Cesc Fabregas parlava in inglese ai suoi giocatori - tutti stranieri - riuniti attorno a lui in cerchio. E stiamo parlando di un club italiano che gioca in Italia! Insomma, sembrava una barzelletta. A maggior ragione una particolare nota di merito va al Cagliari, una delle formazioni di serie A col maggior numero di italiani in rosa, guidato da un giovane tecnico - italiano anch’egli - che ha dimostrato di saperci fare.”

A suo giudizio quali sono stati, dal punto di vista tecnico, i pro e i contro della stagione rossoblù? E come dovrebbero operare i dirigenti nel corso del mercato estivo per migliorare la squadra?

“Premetto che oggigiorno alzare l’asticella è tutt’altro che semplice. Nel calcio attuale ci sono tante società top che investono tantissimo, e in generale - come nella vita quotidiana - tutto costa un occhio della testa. Detto questo, io personalmente non vedo aspetti negativi nella stagione vissuta dal Cagliari: in fondo i sardi non sono mai stati con l’acqua alla gola. Certo, in inverno hanno accusato una netta flessione, ma nel complesso hanno sempre mantenuto un buon ritmo, peraltro valorizzando diversi talenti nostrani. Ora, se l’idea è quella di essere più ambiziosi occorre innanzitutto tenere i migliori, magari puntellando l’organico con qualche elemento di esperienza. Ad esempio quest’anno il classico bomber da doppia cifra, che nei piani della dirigenza doveva essere Belotti, è un po’ mancato. Tuttavia la squadra ha saputo sopperire a questa assenza, rivelandosi un’efficace cooperativa del gol. A centrocampo Gaetano nel ruolo di regista ha aggiunto fosforo e qualità, quindi in quel reparto più o meno ci siamo. Ecco, magari prenderei un buon difensore centrale e, appunto, un centravanti da 12-13 gol.”