Flavio Soriga: "Cagliari quasi salvo? Sì, ma se poi non succede è un disastro. Pisacane divide i tifosi"

Flavio Soriga: "Cagliari quasi salvo? Sì, ma se poi non succede è un disastro. Pisacane divide i tifosi"TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba

Lo scrittore Flavio Soriga, noto tifoso del Cagliari, ha commentato il ko rossoblù contro l'Udinese, ai microfoni di Radio Sportiva. Le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Questo punticino non è arrivato, però realisticamente si può pensare a un Cagliari quasi salvo? Possiamo dirlo?

"No, non lo direi".

Non lo diresti?

"No, nel senso: sì, è quasi salvo, ma se poi non succede è un disastro".

Beh però dai, deve succedere l’irreparabile.

"È vero, è vero. Solo che la partita di ieri ha dato brutte sensazioni, non tanto per il gioco, che non è stato neanche... Il secondo gol l’hai preso in ripartenza, poteva finire il Cagliari e poteva finire l’Udinese, però è tutto il campionato che va così: vinci una partita con la Juve e poi perdi col Pisa male, perdi col Lecce male. È una squadra che non è riuscita a dare un po’ di continuità, quasi mai".

Dare un giudizio sul campionato del Cagliari quest’anno è una questione filosofica. Quindi è perfetta per te.

"Io sono più un narratore, però proviamoci. Uno può dire: vabbè, ci salviamo e se ci salviamo abbiamo fatto quello che è il meglio che ci potesse capitare. Però i tifosi sognano sempre che la propria squadra, anche se è una squadra che a inizio anno punta solo alla salvezza, regali qualche scintilla, un campionato più brillante, più bello. Alcuni lo sognano, altri sono contenti con la salvezza, ma credo che sia un discorso che valga anche per l’Udinese, per il Torino, valeva per il Bologna fino a qualche anno fa: sperare di salire un pochino di livello. Poi sappiamo che c’è un problema di soldi, di proprietà, anche delle altre squadre. Il Cagliari ha un proprietario che ha risorse limitate, un imprenditore che fa i conti, però poi al tifoso questo può interessare o non interessare, come sappiamo. La Lazio, ecco, mi stavo dimenticando, è una squadra che ha più o meno questo problema, anche se un po’ più in alto in classifica ovviamente".

È chiaro che la scelta è stata su un allenatore giovane che veniva comunque dalle giovanili. Tanti ragazzi lanciati quest’anno: Mendy l’abbiamo visto nel finale di campionato, Trepy è entrato molto bene quando è stato chiamato in causa, Kilicsoy è un altro dei ragazzi.

"Kilicsoy è però sparito".

È vero, però comunque quest’anno l’abbiamo visto.

"Certo, certo".

Comunque Pisacane li ha lanciati ed era un progetto giovane, il rischio c’era di sbagliare qualcosa.

"Sì, sì, il rischio c’era e abbiamo sbagliato molto. Però allo stesso tempo hai ragione, la rosa non è male. Se ci salviamo l’allenatore ha fatto il suo. Io non so se riuscirà a vincere, mi sembra che il pubblico sia un po’, e questo lo dico in maniera oggettiva, non conta niente quello che penso io, diviso ma per lo più irritato con Pisacane. Da un certo momento in poi, quando lo si è incominciato a paragonare a Fabregas, che poi anche lui deve dimostrare ancora tutto, ma insomma c’è stato un momento di hype, come dicono i ragazzi, in cui forse si sono viste delle scelte di Pisacane che sembravano voler affermare la sua intelligenza calcistica al di là di tutto. Però magari sono analisi sbagliate dei tifosi. Io riporto un mood che sento. Mi sembra che non ci sia tutta questa unanimità da parte dei tifosi. Però non è neanche detto che le società o gli allenatori debbano tenere conto poi del mood dei tifosi, anche perché poi basta vincere tre di seguito e i risultati cambiano sempre tutto".

Flavio, da te che sei un grande narratore: con che aggettivo descriveresti Marco Palestra?

"Lui è uno di quei pochi giocatori italiani che saltano e non hanno paura di guardare sempre avanti, anziché fermarsi, fare il passaggetto all’indietro o orizzontale perché si aprono gli spazi. È proprio un giocatore, scusate questa cosa un po’ alla Boris, europeo, come abbiamo visto nelle ultime partite delle squadre europee. Cioè, guarda sempre avanti, corre, poi è giovane, sembra anche un ragazzo corretto. È stato bello vederlo a Cagliari, chissà se lo vedremo anche l’anno prossimo, però insomma: bello".

Ieri purtroppo il risultato è passato in secondo piano per un altro episodio, quello che ha visto protagonisti in negativo Davis e Dossena. Purtroppo ci ritroviamo a commentare una situazione del genere, tra l’altro se non ricordo male al Cagliari era già capitato di essere coinvolto in queste situazioni. Che cosa possiamo dire, al di là poi di quella che sia la verità, di quello che sarà e di quello che arriverà dal Giudice Sportivo sull’episodio in sé? Insomma, nel 2026 fa ancora male sentir parlare di queste cose.

"No, certo. La letteratura da sempre l’unica cosa che cerca di fare in tutti i modi è ricordare a chi legge che vedere l’altro da te come diverso per quello in cui crede, per i suoi gusti sessuali, i suoi orientamenti sessuali o per il colore della pelle è assurdo. Ora bisogna vedere, perché ci sono due punti di vista che sono proprio uno l’opposto dell’altro: uno dice che è stato insultato per il colore della pelle e l’altro dice di no. Io ho il sospetto, ma non per questo fatto, che poi succeda al Cagliari, al Napoli, al Torino, cosa cambia? Il giocatore che lo fa, che vede nel colore della pelle un modo per offendere l’avversario, sta facendo comunque una cosa schifosa. Però io non posso sapere se l’ha fatto davvero Dossena, perché francamente non ero in campo. C’è l’accusa, ma lui ha proprio detto di no. Però ho anche il sospetto che i calciatori e anche i tifosi pensino che se il tuo avversario ti stuzzica, è infastidente o fa delle cose scorrette, magari un modo per reagire è insultare col colore della pelle. Questo pensiero è francamente aberrante, cioè non è un’offesa come un’altra. Il fatto che uno possa vedere nel colore della pelle un motivo di offesa è terribile. Però, ripeto, io non posso sapere se è quello che è successo ieri a Cagliari. Anche voi avete visto dei replay mi sembra definitivi, quindi in questo momento certo uno si può chiedere: allora quello perché si sarebbe inventato questa accusa? Però francamente io non me la sento neanche di dire che Dossena l’ha detto".

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