Un mirto con... Antonio Criniti: "Sebastiano Esposito è un giocatore normale e dovrebbe ragionare più col cuore e meno col portafoglio: l'anno scorso ha fatto un campionato appena discreto in una serie A ridicola. Ma questo è il calcio di oggi..."
L’ex attaccante del Cagliari Antonio Criniti, intercettato da Tuttocagliari.net, non le manda a dire a Sebastiano Esposito, il quale secondo lui nell’annosa vicenda che lo ha coinvolto in questa rovente estate di calciomercato “avrebbe dovuto ragionare più col cuore e meno col portafoglio”.
Antonio, lei che ne pensa dell’infinita telenovela tra il Cagliari e Sebastiano Esposito?
“Per me Esposito è un giocatore normale e non può assolutamente guadagnare tutti i soldi che ha richiesto. L’anno scorso ha fatto un discreto campionato in una serie A mediocre e tecnicamente inguardabile. Anche se io ricordo perfettamente che sbagliava tantissimi palloni in tutte le zone del campo e, soprattutto, non sempre faceva la scelta giusta con la sfera tra i piedi… Insomma, non stiamo certo parlando di un fuoriclasse. Diciamocela tutta: se Esposito oggi chiede un sostanzioso aumento allora quanto avrebbero dovuto guadagnare all’epoca campioni come Oliveira e Francescoli?
Io credo che probabilmente l’attaccante campano avesse qualche offerta da parte di altri club e, di conseguenza, abbia cercato di capire se il Cagliari fosse disposto ad aumentargli lo stipendio. Naturalmente questa è una mia personale interpretazione, ma resta il fatto che oggigiorno il calcio è diventato solo e soltanto un mero business. Non c’è più spazio per l’amore per i propri colori. Tra l’altro mi sento di fare anche un’altra considerazione: se per caso alla fine nessun club italiano o estero decidesse di ingaggiare Sebastiano Esposito con che faccia quest’ultimo si presenterebbe all’Unipol Domus per tornare a giocare con la maglia del Cagliari? Al primo mezzo errore verrebbe subissato di fischi: i sardi sono buoni e cari, ma certe cose non le dimenticano. La verità è che il calciatore avrebbe dovuto ragionare più col cuore e meno col portafoglio. Anche per rispetto nei confronti di un popolo che l’ha accolto e che per un anno gli ha voluto bene.”
Venendo al calcio giocato, che partita sarà Parma-Cagliari?
“Una partita scarsamente attendibile, perché le squadre sono entrambe dei cantieri aperti e non hanno ancora una propria identità precisa. Questa è una logica conseguenza del fatto che il mercato resta aperto per così tanto tempo: fosse per me lo chiuderei molto prima. Ma nelle dinamiche di questo calcio malato tutto ciò non è concepibile. Da anni in Italia il sistema legato al mondo del pallone non funziona. E i risultati si vedono in campo, visto che offriamo una serie A ridicola e di bassissima qualità”.
