Un mirto con... Giorgio Melis: "Il Cagliari anche nei momenti di difficoltà ha sempre puntato sul gioco, mai sulle barricate. La squadra per l'anno prossimo è già quasi pronta: prenderei un attaccante di spessore e un centrocampista di qualità"
L’ex giocatore ed ex allenatore del Cagliari Giorgio Melis, intervistato da Tuttocagliari.net, giudica “ampiamente positiva” l’annata dei rossoblù, coronata da una salvezza “meritata e suggellata dalla grande prestazione di San Siro contro il Milan”.
Giorgio, il bilancio finale della stagione ci consegna un Cagliari capace di collezionare 43 punti e di salvarsi con una giornata d’anticipo. Forse il gioco messo in mostra dalla squadra non sempre è stato brillante, ma i numeri promuovono Caprile e compagni.
“Considero quella appena conclusa un’annata decisamente positiva. Certo, abbiamo vissuto alcuni momenti particolarmente difficili, ma sono stati bravissimi l’allenatore Pisacane e i membri del suo staff a gestirli con grande tranquillità. Peraltro la scelta, anche nei periodi più complicati, è sempre stata quella di puntare sul gioco, mai sulle barricate. Forse il miglior Cagliari l’abbiamo visto proprio all’ultima giornata contro il Milan: i nostri ragazzi sembravano essersi liberati da un peso, mentre i rossoneri annaspavano schiacciati dall’ansia e dalla tensione. Infine ricordo che quest’anno sono stati sdoganati diversi giovani talenti, che ad agosto si presenteranno ai nastri di partenza del campionato con un anno di serie A già sulle spalle.”
I pro e i contro dell’annata rossoblù: punti di forza e di debolezza messi in mostra dalla squadra.
“L’asse centrale della retroguardia ha funzionato molto bene, tranne che nelle settimane immediatamente successive alla cessione di Luperto: in quel periodo la difesa scricchiolava un po’ troppo e tutta la squadra aveva perso sicurezza. Per contro, credo che dovremmo migliorare il reparto avanzato: ora per primissima cosa prenderei un attaccante di un certo spessore. Una prima punta relativamente affermata. E poi ci serve anche un centrocampista di qualità, a meno che non si voglia definitivamente trasformare Gaetano nel faro davanti alla difesa e impiegarlo stabilmente come regista. Finora Gianluca in quel ruolo se l’è cavata bene, anche se ha faticato a trovare continuità di rendimento.
Insomma, a mio avviso la squadra per il prossimo campionato è quasi fatta: mancano due o tre innesti in grado di rinforzare centrocampo e attacco, poi saremo certamente competitivi. E mi auguro che lo sfortunato Idrissi recuperi pienamente dall’infortunio: lui è un terzino sinistro di sicuro talento. Va cresciuto e valorizzato. Tra l’altro nel suo periodo migliore aveva attirato l’interesse di svariati club di serie A…”
Lei punterebbe ancora su Belotti, affidandogli le chiavi dell’attacco cagliaritano?
“Perché no? Negli spezzoni di gara in cui è stato impiegato ha dimostrato di poterci dare qualcosa in più, grazie alla sua esperienza e al suo feeling con la porta avversaria. Inoltre potrebbe fare da ‘chioccia’ ai vari Borrelli, Trepy e Mendy, aiutandoli a crescere e a migliorare. Io gli darei piena fiducia, sperando che possa ritrovare rapidamente la sua migliore condizione fisica.”
