Italia, il caso Malagò non coinvolge Mancini: la panchina azzurra resta salda

Italia, il caso Malagò non coinvolge Mancini: la panchina azzurra resta saldaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:45Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Il possibile commissariamento della Figc mette Malagò sotto pressione, ma non coinvolge Mancini: Buonfiglio ha già espresso pieno sostegno al ct azzurro.

Il futuro di Giovanni Malagò e quello di Roberto Mancini sembrano destinati, almeno per il momento, a seguire due strade differenti. Tuttosport torna sulla situazione ai vertici della Federcalcio dopo la sconfitta dell'Italia contro il Belgio, titolando: “Le nubi su Malagò non gettano ombre sul tecnico azzurro”.

Malagò in bilico, Mancini resta al riparo

La questione centrale riguarda i requisiti posseduti da Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC. Un tema sollevato nelle ore precedenti la partita dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal ministro per lo Sport Andrea Abodi e che, sottolinea il quotidiano, sarebbe rimasto identico anche in caso di larga vittoria degli azzurri contro De Bruyne e compagni.

Il pesante esordio in Nations League, accompagnato dai fischi dell'Olimpico, non ha però contribuito a rafforzare la posizione del presidente federale, sulla quale continua a incombere l'ipotesi del commissariamento.

Le componenti federali si schierano con Malagò

Intorno a Malagò hanno fatto quadrato le componenti che ne avevano sostenuto l'elezione. Dalla Serie A alla Serie B e alla Lega Pro, passando per l'Associazione Calciatori e quella degli Allenatori, la linea è stata compatta nel difendere il presidente e nel considerare dannosa l'eventualità di un commissario.

Una protezione che, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente davanti alla questione regolamentare.

Abodi ha infatti ribadito: «Ci sono delle regole». Sulla stessa linea Buonfiglio:

«Viviamo in un mondo sportivo che è basato sulle regole, che non invento io. Mi faccio aiutare da autorevoli giuristi e quando sarà il momento decideremo».

La decisione dovrebbe arrivare dopo questo ciclo di partite della Nazionale, in modo da non aggiungere ulteriori tensioni intorno alla squadra azzurra.

Il nodo del tesseramento di Malagò

A quel punto sarà la Giunta del Coni a dover affrontare il nodo. La questione riguarda il mancato tesseramento per la FIGC di Malagò al momento dell'elezione e la possibilità che questo elemento possa determinarne la decadenza.

La Federcalcio sostiene invece che la sua posizione possa essere assimilata a quella dell'allora rivale Giancarlo Abete, considerato dirigente federale sulla base dell'articolo 10 delle Noif.

C'è poi un altro elemento da valutare: secondo la FIGC, il ricorso presentato dal terzo candidato alla presidenza, l'avvocato Riccardo Miele, sarebbe arrivato fuori tempo massimo. Una circostanza che, secondo questa interpretazione, potrebbe far venir meno l'intera vicenda.

Mancini non dovrebbe pagare un eventuale ribaltone

Il groviglio giuridico e politico riguarda direttamente Malagò, ma Tuttosport separa nettamente la posizione del presidente da quella di Roberto Mancini.

Il ritorno del tecnico sulla panchina della Nazionale è stato una scelta forte e personale dello stesso Malagò, nonostante la Lega Serie A avesse indicato Antonio Conte come possibile soluzione.

Eppure, anche un eventuale cambio ai vertici federali non dovrebbe, almeno nell'immediato, modificare la struttura tecnica della Nazionale.

Il nome indicato come più probabile per assumere l'eventuale ruolo di commissario è proprio quello di Luciano Buonfiglio, che prima dell'esordio in Nations League aveva già manifestato il proprio sostegno a Mancini.

Il quadro tracciato da Tuttosport è quindi distinto: Malagò resta esposto alla possibile tempesta federale, mentre Mancini, nonostante il ko contro il Belgio, per ora rimane al riparo dalle conseguenze di un eventuale ribaltone ai vertici della FIGC.