Stramaccioni: "Difendiamo Romano, ma il palleggio non va"

Stramaccioni: "Difendiamo Romano, ma il palleggio non va"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 09:15Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Stramaccioni invita alla pazienza dopo il ko col Belgio e difende Romano: «Si protegge». Poi indica la spina dorsale dell'Italia

La partenza della nuova Italia non è stata quella sperata, ma trasformare la delusione in catastrofismo sarebbe un errore. Andrea Stramaccioni, allenatore e commentatore Rai, invita ad avere pazienza con il nuovo ciclo della Nazionale nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

Stramaccioni: «Delusione legittima, catastrofismo no»

Alla vigilia della sfida di Bursa, Stramaccioni non nasconde che avrebbe immaginato un debutto differente:

«Diciamo che speravo in un inizio diverso. E come me, penso tutti gli italiani».

Analizzando lo 0-2 contro il Belgio, l'ex tecnico evita di individuare un unico responsabile:

«È difficile parlare di un singolo errore perché in quei trenta minuti del primo tempo non ha funzionato niente di quello che Mancini aveva preparato. Ci sono però state cose buone nella ripresa, che le parate di Lammens e il secondo gol di Lukebakio hanno vanificato. Anzi, lo 0-2 è arrivato proprio nella fase migliore per l’Italia, spezzando la nostra rincorsa».

«La Turchia è solida e ha talento»

Il prossimo ostacolo sarà la Turchia di Vincenzo Montella, una squadra che secondo Stramaccioni presenta caratteristiche differenti rispetto al passato:

«Montella ha cambiato qualcosa rispetto al Mondiale. Attaccano con intensità le corsie laterali e sono solidi. Hanno assenze pesanti ma anche diversi talenti come Arda Guler e Uzun che esprimono qualità dietro al centravanti».

Per uscire dalle difficoltà, l'Italia dovrà affidarsi soprattutto ai suoi uomini di maggiore esperienza e qualità. Stramaccioni individua chiaramente l'asse sul quale costruire la squadra:

«La spina dorsale è composta da Donnarumma, da Bastoni, da Tonali e Barella in mezzo e da Kean in avanti. Aggiungerei anche Pio Esposito. E poi Zaniolo, che può riscattarsi con un allenatore che lo stima da sempre. La qualità esiste».

Stramaccioni difende Romano: «Si protegge»

Tra i temi più discussi dopo la sconfitta contro il Belgio c'è il difficile esordio di Alessandro Romano. Stramaccioni, però, respinge l'idea di concentrare sul giovane centrocampista le responsabilità della prestazione negativa.

Alla domanda su come debba essere gestito dopo una serata così complicata, risponde:

«Si protegge: in quella mezz’ora contro il Belgio hanno sbagliato tutti tranne Gigio. Mica solo Romano. In Italia ci si riempie la bocca con la parola “giovani” ma nei fatti siamo molto duri a giudicare coloro che danno loro fiducia».

«Vorrei vedere Kayode»

Romano non è l'unico giovane sul quale Stramaccioni concentra l'attenzione. Tra i nuovi azzurri ci sono altri profili che considera particolarmente interessanti:

«A parte Palestra, che non fa parte di questo giro di partite, vorrei vedere Kayode e sono interessato ai margini di crescita di Doumbia e Zoma».

«Il vero nodo è trovare l'alchimia a centrocampo»

Il 4-3-3 scelto da Mancini può adattarsi alle caratteristiche della Nazionale, soprattutto considerando la presenza di esterni come Palestra e Dimarco. Per Stramaccioni, tuttavia, qualsiasi sistema deve essere costruito sulle qualità degli uomini a disposizione:

«Certamente, anche se il sistema va cucito su misura rispetto alle caratteristiche dei calciatori. Ho apprezzato ad esempio il tentativo immediato di far coesistere Esposito e Kean, allargando Moise da ala atipica. Il vero nodo semmai è un altro».

Il problema principale è individuato nella costruzione del reparto centrale:

«Trovare l’alchimia a centrocampo. Dev’essere adattata al palleggio che chiede Mancini. Perché dobbiamo fare i conti con la realtà: questo gruppo è composto da calciatori diversi da quelli che il nostro ct condusse alla vittoria dell’Europeo».