Un mirto con... Franco Selvaggi: "Cagliari, contro l'Inter ci vorrà prudenza... ma non troppa. Fossi in Pisacane attaccherei in alcune fasi del match e in altre arretrerei il baricentro. Sbilanciarsi per novanta minuti sarebbe un suicidio"
È stato un attaccante con i controfiocchi: brevilineo, agile, tecnico e implacabile sotto porta. Ha giocato sia per il Cagliari che per l’Inter, ma ha lasciato il segno soprattutto in Sardegna con 28 gol (molto spesso decisivi) in 85 partite.
“Spadino” Franco Selvaggi, intervistato da Tuttocagliari.net, gioca in anticipo la “sua” Cagliari-Inter, attribuendo ai sardi buone chance di strappare un risultato positivo. A condizione che i rossoblù impostino una gara giudiziosa, non rinunciando al contempo a far male ai nerazzurri. Insomma il mantra, la regola aurea che Selvaggi ripete più volte è “prudenti ma non troppo”.
Franco, quali sono le sue sensazioni in vista di Cagliari-Inter di domenica?
“A Cagliari ho fatto tre anni, e in quel periodo eravamo la vera bestia nera dell’Inter: abbiamo spesso sorpreso la Beneamata, anche a San Siro e in modo clamoroso. Oggi naturalmente l’Inter parte favorita non solo contro il Cagliari, ma più in generale per vincere il campionato: ha una rosa molto ampia e un ventaglio di scelte praticamente sterminato. Ma giocando in casa i rossoblù avranno qualche possibilità in più di portare a casa dei punti. A Parma Fazzini e compagni hanno mostrato di voler esprimere un calcio più aggressivo e coraggioso rispetto a quello mostrato l’anno scorso. Detto questo, io penso che tutti vorrebbero giocare un calcio propositivo e d’attacco, ma bisogna anche fare i conti con gli avversari, i quali non sempre te lo concedono. Nel caso del match di domenica, sbilanciarsi troppo con l’Inter per novanta minuti sarebbe un autentico suicidio. L’ideale sarebbe aggredire alti i nerazzurri per dieci minuti-un quarto d’ora e poi abbassare un po’ il baricentro. Certo, anche difendersi a oltranza sarebbe un clamoroso errore. Diamo per scontato che l’Inter in certi frangenti ci costringerà ad arretrare: io, come dicevo, se fossi in Pisacane attaccherei per qualche minuto, poi per un po’ di tempo lascerei il pallino del gioco a Barella e compagni. Insomma, il concetto è: approcciare la gara prudenza… ma non troppa. D’altronde nel calcio moderno non ti difendi mai per un’ora all’interno della tua area di rigore: questo accadeva quaranta o cinquant’anni fa. Semplicemente, quando è necessario sposti un po’ più indietro il tuo baricentro. E la partita vive di fasi, di momenti diversi: il Cagliari dovrà essere capace di attaccare e di difendersi al momento giusto.”
Secondo lei la rosa cagliaritana è al completo o, per aggiungere la classica ciliegina sulla torta, sarebbe auspicabile ingaggiare un centravanti di sostanza e di esperienza?
“Anche alla luce dell’ottimo avvio di stagione del Cagliari, caratterizzato dalle due vittorie contro Arezzo e Parma, in effetti il presidente Giulini potrebbe fare un piccolo sforzo e completare questa squadra con un centravanti di peso smaliziato e competitivo, che finalizzi il lavoro svolto da tutto il collettivo.”
