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Un mirto con... Giuseppe Bellini: "Cagliari, la chiave dei tuoi successi è il centrocampo: i nuovi arrivati sono tecnicamente assai più forti dei loro ultimi predecessori. E nel calcio la qualità, alla lunga, premia sempre"

Un mirto con... Giuseppe Bellini: "Cagliari, la chiave dei tuoi successi è il centrocampo: i nuovi arrivati sono tecnicamente assai più forti dei loro ultimi predecessori. E nel calcio la qualità, alla lunga, premia sempre"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 00:09Un mirto con...
di Matteo Bordiga

L’ex centrocampista (con il vizio del gol) del Cagliari Giuseppe Bellini, intervistato da Tuttocagliari.net, tesse le lodi della ciurma di Fabio Pisacane, che appare rivitalizzata e profondamente cambiata - soprattutto nella sua proposta calcistica e nell’approccio alle partite - rispetto alla passata stagione.

Giuseppe, tre vittorie (convincenti) in quattro incontri non mentono: il Cagliari sembra trasformato rispetto a un anno fa. Ora prova sempre a giocare a calcio e ha sostanzialmente “rinnegato” la filosofia dei lanci lunghi a scavalcare il centrocampo per le punte (isolate in mezzo ai difensori avversari).

“Sì, i rossoblù sono in ottima forma psicofisica e, soprattutto, stanno giocando bene a pallone. Darei buona parte del merito ai nuovi innesti, in particolare ai giovani come Romano, Fazzini e Maldini: si tratta di elementi tecnicamente molto più forti dei loro recenti predecessori in maglia rossoblù. Ora tutte le domeniche vediamo un gioco ben riconoscibile, azioni manovrate e, al contempo, tanta ‘garra’ e tanto impegno. La partita di Bergamo contro l’Atalanta è la dimostrazione tangibile di tutto questo: ennesima prova del fatto che, nel calcio, alla lunga la qualità premia sempre. Tutte queste new entry sono giocatori di corsa, certo, ma anche estremamente abili con la palla tra i piedi. Ragion per cui quest’anno non credo proprio che faticheremo a salvarci in largo anticipo.”  

Il reparto maggiormente rivoluzionato nel corso del mercato estivo è stato proprio il centrocampo, a suffragare ulteriormente le sue osservazioni.

“Il centrocampo è il cuore pulsante di una squadra di calcio: non puoi giocare lanciando palloni lunghi agli attaccanti e sperando che i tuoi uomini migliori si inventino qualcosa. Noi l’anno scorso avevamo praticamente un’unica arma, che si chiamava Marco Palestra: era lui che, con la sua esuberanza e con le sue sgroppate sulla fascia destra, ci consentiva di creare pericoli e occasioni da gol. Senza il suo apporto avremmo fatto una fatica tremenda ad attaccare con incisività e a portare la palla in area avversaria. Oggi, al contrario, disponiamo di numerosi elementi che sanno dribblare, passare la sfera con precisione, fraseggiare e palleggiare con disinvoltura.”

Ora testa al prossimo appuntamento: sabato prossimo si andrà al Bluenergy Stadium di Udine per affrontare i friulani di mister Kosta Runjaic.

“Partita certamente insidiosa. Però adesso, dopo che abbiamo ottenuto tre successi - peraltro per nulla casuali - in quattro gare, gli avversari cominceranno a temerci. Di conseguenza ci attaccheranno con maggiore attenzione, sapendo che anche noi abbiamo le armi per colpire e per incidere all’interno del match. Insomma, non credo che sabato l’Udinese andrà all’assalto del Cagliari, perché si esporrebbe a dei grossi rischi: i buoni risultati e le buone prestazioni in serie ti rendono più temibile agli occhi delle rivali, che dunque ti affrontano con meno certezze e, soprattutto, con meno spavalderia.”